OPINIONI

Clear, l’applicazione che individua i tweet offensivi (prima del datore di lavoro)

clear tweet offensivi
Si chiama Clear ed è un’applicazione che scansiona tutti i post pubblicati da un utente sui social network alla ricerca di parole sospette che possano indicare un contenuto potenzialmente a rischio. L’obiettivo? Permettere al futuro candidato di eliminare questi post prima che un datore di lavoro li veda.

Uno dei problemi legati all'utilizzo dei social network è costituito dal fatto che ormai li utilizziamo da diversi anni e, nonostante la nostra crescita come persone, tutto ciò che abbiamo pensato e scritto è rimasto impresso in maniera permanente sul web. Tweet offensivi, post volgari e fotografie imbarazzanti restano archiviati per anni su Twitter, Facebook e Instagram, dimenticati da noi ma alla mercé di chiunque volesse indagare. Datori di lavoro compresi. Questa lezione l'ha imparata Ethan Czahor, un uomo americano che qualche mese fa ha visto sfumare la possibilità di partecipare alla campagna elettorale di Jeb Bush a causa di alcuni tweet offensivi pubblicati diverso tempo prima.

Una volta scontratosi con la realtà, Czahor ha deciso che avrebbe dedicato il suo tempo alla creazione di un'applicazione in grado di aiutare altre persone a non cadere nella stessa trappola dei social. Si chiama Clear ed è un'applicazione che scansiona tutti i post pubblicati da un utente sui social network alla ricerca di parole sospette che possano indicare un contenuto potenzialmente a rischio. L'obiettivo? Permettere al futuro candidato di eliminare questi post prima che un datore di lavoro li veda. "Ogni giovane della Generazione Y sta entrando nel mondo del lavoro" ha spiegato Czahor "Ma tutto quello che hanno scritto online negli ultimi 10 anni è ancora lì. È una cosa totalmente nuova per questa generazione".

Clear utilizza una serie di parole chiave – come black, americans e gay – per scovare la presenza di tweet potenzialmente dannosi. Una volta individuato un contenuto a rischio, l'applicazione notifica l'utente, che può controllare la reale pericolosità del post e, nel caso, eliminarlo immediatamente. "Voi in quanto persone esistete in molti luoghi di internet" ha concluso Czahor "Penso abbiate i diritti di conoscere ciò che c'è di vostro sul web e di prendervene cura.

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Giornalista dal 2002 specializzato in nuove tecnologie, intrattenimento digitale e social media, con esperienze nella cronaca, nella produzione cinematografica e nella conduzione radiofonica. Caposervizio Innovazione di Fanpage.it.
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