10 Settembre 2019
15:56

Con iOS 13 Facebook teme di non poter tracciare più la posizione dei suoi utenti

Le nuove impostazioni per la privacy di iOS 13 e Android 10 daranno agli utenti più consapevolezza di quali app tentano di scoprire la loro posizione e metteranno nelle loro mani gli strumenti per impedire il reiterarsi di questo comportamento. È un problema per il social, che grazie a questi dati offre servizi e pubblicità.
A cura di Lorenzo Longhitano
facebook fact checking

Con l'arrivo imminente di iOS 13 e Android 10, i sistemi operativi per smartphone più diffusi al mondo adotteranno contemporaneamente regole più rigide e facili da far rispettare sulle modalità con le quali le app potranno sapere la posizione GPS di chi le sta usando. Le modifiche rispondono a esigenze di privacy che gli utenti fanno sentire sempre più forti e chiare, ma contrastano con gli interessi di aziende come Facebook, che usano questi dati per piazzare annunci pubblicitari mirati. Non per niente proprio il social network — alla vigilia del lancio ufficiale di iOS 13 — ha pubblicato un intervento sul proprio blog nel quale spiega l'importanza di mantenere sempre attiva la localizzazione GPS per la propria app.

L'intervento inizia con parole inequivocabili: "Facebook funziona meglio con la localizzazione attiva", e sostiene una tesi per certi versi valida. Tenere attivi i servizi di localizzazione (che tracciano la posizione del telefono attraverso la sua antenna GPS ma anche attraverso la rete WiFi e altri elementi) permette al social di offrire servizi più precisi, tra i quali Facebook cita la possibilità di trovare negozi con reti WiFi gratuite vicino alla propria posizione, ma anche la funzione Amici nelle vicinanze e la possibilità di trovare in automatico gli eventi più gettonati dei giorni a venire nel raggio di pochi chilometri.

Il problema è che le funzionalità citate dal social non sono tra le più utilizzate al suo interno, e per trovare eventi nelle vicinanze basta recarsi nell'apposita sezione inserire tra i criteri di ricerca la città nella quale ci si trova. Di fatto gli scenari in cui la geolocalizzazione torna effettivamente utile sono due: i check-in e gli annunci pubblicitari, motivo per cui Facebook potrebbe avere un interesse particolare nel sottolineare l'importanza di tenere attiva questa impostazione sugli smartphone.

Facebook in realtà permette già agli iscritti di tenere per sé la propria posizione, ma l'impostazione non è particolarmente semplice da trovare (si trova tra le ormai numerose scorciatoie relative alla privacy); le nuove versioni di Android e iOS includeranno invece metodi più diretti per accorgersi di quando le app vogliono conoscere la posizione degli utenti e fermare questo comportamento. In particolare iOS 13 raggiungerà decine di milioni di smartphone nel giro di pochi giorni e sarà molto chiaro nel chiedere agli utenti da che parte vogliono stare, con avvisi e popup pronti a denunciare i software più curiosi.

Tutti gli utenti che effettueranno l'aggiornamento dovranno insomma decidere di concedere a Facebook (e a tutte le altre app che faranno richieste simili) uno dei seguenti permessi: accedere sempre e comunque alla posizione GPS del telefono in qualunque momento; farlo solamente quando l'app è aperta e in primo piano oppure dietro esplicita richiesta ogni singola volta che l'app tenta di ottenere le informazioni in questione.

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