Saranno messi all'asta dall’8 al 15 marzo alla RR Auction di Boston alcuni cimeli appartenenti a Steve Jobs, fondatore di Apple. Tra questi, oltre a rarissimi autografi, anche un curriculum vitae del 1973 – e quindi pre-Apple – che dimostra come il fondatore di quella che poi è diventata una delle aziende più importanti al mondo fosse terribile a vendere se stesso. Il documento, filmato da Jobs e riportante come indirizzo un semplice "Reed College", è scritto a mano e riporta anche alcuni errori ortografici.

Nel curriculum Jobs scrive il suo nome con la lettera minuscola, sbaglia una parola, definisce "possibile" il suo accesso ad un mezzo di trasporto e non fornisce un numero di telefono, elemento ironico visto che poi ha creato un prodotto in grado di rivoluzionare il settore della telefonia. Ma lo si può scusare, dopotutto aveva pur sempre 18 anni. Anche per questo, di fatto, il curriculum è vuoto: non vengono riportate esperienze lavorative pregresse, ma solo abilità e interessi.

"Tecnologia elettronica o ingegneria del design. Digital" scrive accanto ad abilità e interessi, per poi sbagliare ulteriormente scrivendo in maniera errata "Hewitt-Packard". Secondo la casa d'aste di Boston, il curriculum sarà venduto intorno ai 50.000 dollari. Tra gli altri documenti che saranno battuti nel corso delle prossime settimane troviamo anche un articolo del Palo Alto Daily Post sull'iPhone 3G autografato da Jobs e un manuale di Max OS X del 2001 sempre autografato da fondatore dell'azienda di Cupertino. Curiosi di sapere com'è finita la ricerca di lavoro del giovane Jobs? Nel 1974 ha ottenuto un lavoro come tecnico in Atari, aiutato dall'amico Steve Wozniak. Nel 1976 i due hanno fondato Apple. Il resto è storia.