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Google, secondo il Garante ancora da chiarire la situazione privacy in Italia

Dalle autorità italiane arrivano nuove richieste al colosso di Mountain View per quanto concerne la situazione sulla Privacy. Valutazioni che potrebbero portare anche a pesanti sanzioni.
A cura di Bruno Mucciarelli
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Alle autorità italiane sembrano non bastare le precisazioni esternate da Google per quanto riguarda la situazione della Privacy nei confronti dei propri utenti e così ha deciso di chiedere dei specifici chiarimenti con più puntuali dettagli su specifici aspetti delle modalità di trattamento dei dati degli utenti italiani. Tutto era nato durante lo scorso aprile quando la stessa Google era stata messa sotto osservazione dalle autorità italiane, e non solo, per quanto concerne il rispetto della normativa sulle nuove regole in ambito della privacy adottate dal colosso americano. A distanza di qualche mese l'azienda di Mountain View ha risposto al Garante italiano il quale però non sembra aver avuto una risposta esauriente sulla situazione:

…in particolare riguardo all'informativa e al consenso all'uso dei dati, alla loro conservazione e al loro possibile incrocio, anche tra prodotti e servizi diversi. Gli ulteriori elementi che verranno forniti da Google al Garante italiano saranno oggetto di valutazione per l'eventuale adozione dei provvedimenti ritenuti più opportuni, inclusi, qualora dovessero ricorrerne i presupposti, quelli a carattere prescrittivo o sanzionatorio.

Nota del Garante italiano

Addirittura in Francia la situazione è decisamente peggiore. Infatti secondo le autorità del paese, Google violerebbe le norme in materia, per questo le sono stati dati tempo 3 mesi per rimediare alla situazione regolandosi con la legislazione locale con la pena di imporre sanzioni pecuniarie. In questo caso si legge nella nota diramata: "Come si ricorderà, nell'aprile scorso, esaurita la fase di indagine a livello europeo da parte del Gruppo che riunisce i Garanti privacy dei 27 Paesi dell'Ue, le Autorità di protezione dati italiana, francese, tedesca, olandese, spagnola ed inglese, riunite in una task force appositamente costituita, avevano avviato, con un'azione congiunta, procedimenti nei confronti di Google. Il procedimento avviato dall'Autorità per la privacy francese ha confermato la violazione delle disposizioni in materia di protezione dati: a Google sono state date indicazioni sui principi da rispettare e sulle misure da adottare per rendere i trattamenti conformi alla normativa nazionale".

Negli altri paesi della comunità europea oltretutto Google non sembrerebbe avere vita più facile. Nel Regno Unito, dove il Garante è in procinto di rendere noti a Google i risultati dell'analisi preliminare condotta, è in corso una vera e propria indagine. Per quanto riguarda invece la Germania, l'Autorità di protezione dati di Amburgo ha realizzato un procedimento nei confronti del colosso di Mountain View che potrebbe dar luogo a un provvedimento a carattere prescrittivo per conformare i trattamenti alle norme locali. Nei Paesi Bassi invece ci si appresta a chiedere, come in Italia, ulteriori specifiche, documenti o elementi per decidere se sanzionare il colosso o meno. Stessa sorte anche per quanto riguarda la Spagna che dichiara come sia tuttora in corso l'istruttoria per una decisione finale.

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