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24 Febbraio 2016
10:57

I segni sulla “F” e sulla “J” della tastiera? Non servono solo ai non vedenti: ecco perché

Probabilmente ve lo sarete chiesti decine di volte: che cosa sono le due piccole linee in rilievo presenti su tutte le tastiere in corrispondenza dei tasti F e J? La risposta vi stupirà: non servono solo ai non vedenti.
A cura di Marco Paretti
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Probabilmente ve lo sarete chiesti decine di volte: che cosa sono le due piccole linee in rilievo presenti su tutte le tastiere in corrispondenza dei tasti F e J? Molti di voi conosceranno già la risposta più diffusa, cioè che quei segni sono necessari ai non vedenti per riuscire a scrivere senza poter visualizzare le lettere presenti sui tasti. Vero, ma solo in parte. Non perché quei segni non siano effettivamente pensati per fornire questo supporto, ma perché non servono solo ai non vedenti: grazie ad essi può ottenere un enorme supporto durante la scrittura anche chi ci vede benissimo. Ma ha lo sguardo altrove.

Provate ad appoggiare le mani sulla tastiera per rendervene conto. Se utilizzate spesso il computer e siete quindi agili nello scrivere, vi accorgerete che avvicinando le dita ai tasti senza pensarci troppo queste si allineeranno involontariamente con alcune lettere precise: A, S, D e F per la mano sinistra e L, K, J e Ò per quella destra, con i pollici che andranno a posizionarsi sulla barra spaziatrice. Merito del nostro cervello che "registra" i movimenti delle dita e la posizione dei tasti e ci permette di scrivere senza guardare necessariamente la tastiera. Per farlo, però, bisogna partire da un punto di partenza "neutrale", sia per la tastiera che per la nostra memoria muscolare.

I segni posizionati sulle lettere F e J servono proprio a questo: far capire a noi e al nostro cervello che il dito indice si trova nella posizione esatta per iniziare a scrivere, con le dita subito successive posizionate di conseguenza sui tasti laterali. Il sistema è stato inventato da June E. Botich e rappresenta la base per la scrittura a tastiera cieca, una tecnica di dattilografia che sfrutta proprio i "tasti pilota" – A, S, D, F e J, K, L e Ò, appunto – per consentire una scrittura veloce e precisa senza dover abbassare lo sguardo.

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