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Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ha sempre dimostrato di avere le idee chiare. E lo ha dimostrato anche di recente, durante un incontro con i suoi dipendenti, quando ha risposto alla domanda di uno dei presenti: "Che futuro vede per l'azienda?". La domanda giunge in un momento per Amazon tra i più importanti dell'anno che inizia con il Black Friday e prosegue poi con gli acquisti natalizi e in un momento in cui l'azienda Amazon, dal valore di quasi 1.000 miliardi di dollari, annuncia la sua doppia sede, divisa tra New York e la Virginia. La risposta di Bezos è stata concreta, figlia di una cultura che, forse, ci appare ancora lontana: "Amazon un giorno fallirà, andando in bancarotta. Dobbiamo provare a ritardare quel giorno il più a lungo possibile".

Il pensiero che Amazon possa fallire oggi non sfiorerebbe nessuno. L'azienda, fondata nel 1995 in un garage da Jeff Bezos (il nome iniziale era cadabra.com), oggi vale quasi 1.000 di dollari e il suo stesso fondatore è diventato di recente l'uomo più ricco del mondo, con un patrimonio personale che supera i 130 miliardi dollari. Eppure quel pensiero è ben chiaro proprio a Bezos, il quale sa bene che la sua aziende non potrà durare in eterno. Un modo di pensare che fa parte della cultura anglosassone e americana, in particolare. Ecco perchè le parole pronunciate da Bezos qualche giorno fa stanno facendo il giro del mondo.

Jeff Bezos: "Un giorno Amazon fallirà"

Alla domanda di uno dei suoi dipendenti, fatta in modo del tutto spontaneo, "Che futuro vede per l'azienda?", Bezos risponde con queste parole: "Amazon non è troppo grande per fallire. Infatti, prevedo che un giorno Amazon fallirà. Andrà in bancarotta. Se si guarda alle altre grandi aziende si nota che la durata della loro vita si aggira intorno ai 30 anni, non ai 100″. Unica soluzione a questo destino è solo quello di impegnarsi per fare in modo che quel giorno arrivi il più tardi possibile. E Bezos indica anche la ricetta per riuscirci, con le dovute avvertenze, che quella di essere "ossessionati dai clienti": "Se inizieremo a concentrarci su noi stessi anziché sui clienti sarà l’inizio della fine. Dobbiamo provare a ritardare quel giorno il più a lungo possibile".

Parole che fanno discutere e sorprendono, proprio nel momento in cui Amazon si appresta ad affrontare il periodo più impegnativo dell'anno con il Black Friday e che proseguirà con le vendite del periodo natalizio. Solo in Italia lo scorso anno, durante il Black Friday furono consegnati oltre 2 milioni di prodotti, il doppio dell'anno precedente. Amazon ha poi annunciato in questi giorni le sedi dell'HQ2, le due sedi principali dell'azienda che saranno New York e in Virginia, con la previsione di creare 20.000 posti di lavoro. E su questo si sono sollevate anche alcune polemiche negli Stati Uniti per via dei forti sgravi che sono stati concessi ad Amazon per aprire le due sedi separate.

L'azienda di Bezos oggi conta 600.000 dipendenti ed è cresciuta di ben 20 volte negli ultimi 8 anni. Per non parlare di tanti fronti aperti per l'azienda che spaziano verso il mercato degli smart speaker, da pochi giorni è disponibile in Italia Echo, l'assistente virtuale che tra i primi ha aperto questo tipo di mercato. Amazon è poi impegnata nel mondo del "cloud" con "AWS, Amazon Web Service" che adesso punta decisamente al nostro paese. Amazon negli Usa gode poi di grande stima, solo che lo stesso non si può dire da parte dell'attuale presidente Donald Trump che ormai da tempo ha preso di mira l'azienda di Bezos per via delle presunte violazioni antitrust. Anche se, secondo molti, il vero motivo di questa avversione risiede nel fatto che Jeff Bezos è anche il proprietario del Washington Post, acerrimo nemico di Donald Trump.