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La battaglia Microsoft contro Google continua…

Microsoft si scaglia ancora contro Google, accusando il motore di ricerca di aver dichiarato il falso alle autorità. Questa volta, il punto della discordia si combatte a suon di certificazioni.
A cura di Gabriella Conte
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Gli sfidanti sono sempre gli stessi e, di tanto in tanto, aprono un nuovo round del match (infinito?) che vede schierarsi continuamente contro Microsoft e Google.

La nuova battaglia di questa guerra fra i due colossi, che prende la scia dall'ultima denuncia di Redmond verso Mountain View, sarebbe scaturita da un'ennesima accusa contro Google, questa volta per aver dichiarato il falso.

Microsoft sbotta che "E’ ora che Google la smetta di raccontare alle autorità qualcosa che non corrisponde al vero". Da Remond, infatti, arrivano le accuse contro BigG, perché sembra che la certificazione FISMA Act per l'app che Google vanta di avere sarebbe inesistente.

Ma facciamo un passo indietro, per capire meglio.

Il motore di ricerca gestisce il servizio di posta elettronica del DOI americano (Department of the Interior) che, ovviamente, richiede dei parametri di sicurezza molto rigidi. Per questo, BigG avrebbe anche creato una versione su misura, strettamente governativa, di Google Docs, ovvero Google Apps for Government. Insomma, il punto focale della faccenda (sul quale si basano le accuse lanciate da Microsoft) riguarda la presunta falsità e inesistenza della certificazione (FISMA Act) necessaria al motore di ricerca per la gestione dei servizi governativi che devono essere assolutamente blindati e inaccessibili dall'esterno.

Da Redmond si dubita che Google possegga già questa certificazione e la conferma di queste accuse arriva da un documento del Dipartimento di giustizia, ma gli avvocati di BigG replicano alle accuse affermando che il servizio Google Apps avrebbe già ottenuto la certificazione in questione e la versione governativa non sarebbe altro che una medesima versione, anche se basata su livelli di sicurezza più avanzati.

Impossibile dirvi che sia tutto qui, perciò terminiamo con un bel to be continued…In attesa del prossimo scontro fra i due giganti del web.

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