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La Cina rischia di far saltare la vendita di TikTok: ora serve la sua autorizzazione

Il governo cinese ha aggiornato per la prima volta dal 2008 un documento che protegge alcune tecnologie dall’esportazione e l’acquisizione all’estero. Tra le attività inserite ci sono alcune forme di intelligenza artificiale largamente impiegate da TikTok, la cui cessione negli USA si fa ora più complessa.
A cura di Lorenzo Longhitano
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La cessione delle attività statunitensi di TikTok a un'azienda USA potrebbe non andare liscia come spera da settimane l'amministrazione Trump. In una mossa a sorpresa che risale allo scorso weekend, il governo cinese ha varato una serie di regole che richiederanno ad alcune realtà tecnologiche di ottenere l'autorizzazione di Pechino prima di essere esportate all'estero: tra queste ricade anche TikTok, che proprio in questi giorni stava finalizzando un accordo per cedere le sue risorse e operazioni statunitensi a un gruppo locale ancora non specificato.

Le origini della vicenda risalgono all'inizio di agosto, quando il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo con il quale forzava TikTok all'operazione, dietro al sospetto che l'app possa immagazzinare dati degli utenti americani e – se costretta dal governo cinese – indirizzarli ai servizi di intelligence di Pechino. Lo sviluppatore ByteDance ha sempre negato ogni addebito al riguardo, ma davanti al rischio di vedere le proprie attività compromesse dalle sanzioni minacciate da Trump ha avviato trattative con una manciata di aziende statunitensi tra le poche che potrebbero permettersi l'operazione.

TikTok blindata

Ora l'esito di queste trattative potrebbe dipendere dal nulla osta cinese. Secondo quanto riportato da Bloomberg, tra le attività la cui eventuale cessione sarà supervisionata ci saranno quelle relative a intelligenza artificiale e machine learning: nel caso di TikTok, queste funzioni sono ampiamente utilizzate dall'app per riconoscere testi e oggetti all'interno delle immagini, ma anche per dare suggerimenti agli utenti sui prossimi video che potrebbero voler vedere nella pagina iniziale "Per Te" dell'app. Stando alle fonti di Bloomberg che per prima ha collegato il varo del provvedimento al dossier TikTok, l'operazione sarebbe mirata a ritardare la vendita della piattaforma a una delle aziende statunitensi in contatto con ByteDance, e non a impedirla del tutto. La casa di sviluppo nel frattempo si trova tra due fuochi: da una parte il governo statunitense, che ha fissato a novembre il tempo limite per la cessione di TikTok negli Stati Uniti; dall'altra il governo cinese, le cui procedure di supervisione e controllo per questo genere di operazioni potrebbero richiedere settimane.

Tecnologie protette

La vendita di TikTok potrebbe così finire posticipata a dopo le elezioni statunitensi oppure addirittura saltare del tutto, ma le nuove regole non riguarderanno solamente la piattaforma di condivisione video. Il catalogo delle tecnologie sottoposte a questa sorveglianza è stato infatti pensato per "regolamentare il processo di esportazione tecnologico e promuovere il progresso e la cooperazione tecnologica a livelli internazionale in un contesto di salvaguardia dell'economia locale": non è un documento nuovo, ma la sua ultima versione risale al 2008. Con la revisione annunciata in questi giorni per la prima volta in più di 12 anni, sono state incluse al suo interno tecnologie aerospaziali, informatiche, ingegneristiche e chimiche che da ora non potranno essere esportate con facilità.

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