video suggerito
video suggerito

Questo tavolo da ping pong genera elettricità dagli impatti della pallina

Sviluppato da ricercatori statunitensi e cinesi, il tavolo sfrutta l’effetto triboelettrico per immagazzinare energia dall’impatto della pallina con la sua superficie. La corrente viene poi utilizzata per alimentare sensori che analizzano la traiettoria dei colpi e forniscono agli atleti informazioni utili a migliorarsi.
A cura di Lorenzo Longhitano
43 CONDIVISIONI
Immagine

Potrebbe essere il tavolo da ping pong definitivo quello sviluppato da ricercatori statunitensi e cinesi e finito recentemente sulle pagine di Nature. Come si legge all'interno dello studio pubblicato in questi giorni, il gruppo di ricerca che fa capo a quattro diversi istituti ha realizzato una superficie da gioco smart che può rilevare le traiettorie delle palline da gioco fornendo agli atleti statistiche utili a migliorarsi. Il punto fondamentale però è che il tutto avviene senza bisogno di batterie né corrente di rete: il tavolo alimenta infatti i sensori dei quali dispone catturando l'energia rilasciata dal contatto della pallina sulla sua stessa superficie.

Il principio sul quale si basa il funzionamento del tavolo è l‘effetto triboelettrico: un fenomeno che consiste nel trasferimento di cariche elettriche tra oggetti composti da materiali diversi, e che avviene per sfregamento tra i due oggetti. Nel caso in oggetto, lo sfregamento della superficie della pallina con quella del tavolo produce una quantità di energia impercettibile, che però un generatore basato su questo effetto è in grado di immagazzinare e convertire in energia elettrica utile ai circuiti dei sensori applicati sul campo da gioco.

In realtà non è la prima volta che l'effetto triboelettrico viene sfruttato per alimentare dispositivi esterni, ma trasformare la superficie di legno di un tavolo da ping pong in un generatore ha richiesto ai ricercatori uno sforzo in più. Come si legge nello studio apparso su Nature, il team di ricerca ha infatti dovuto trattare chimicamente il legno per renderne la struttura più resistente, durevole e adatta a immagazzinare l'energia prodotta dal contatto con i polimeri che compongono le palline da ping pong. Il legno così ottimizzato si è mostrato però particolarmente promettente per più ragioni: innanzitutto rispetto a un materiale sintetico è degradabile e quindi meno inquinante; l'energia generata inoltre è risultata sufficiente ad alimentare i sensori alla base dei sistemi di analisi statistica di eventuali match.

Giocando su questi tavoli insomma l'impatto della pallina con la superficie di gioco sortisce un duplice effetto: produce energia per il funzionamento del sistema e al contempo fornisce dati utili che il software di analisi poi trasforma in informazioni utili per gli allenamenti. Il fatto che il prodotto non abbia bisogno di alcun tipo di manutenzione potrebbe renderlo velocemente popolare presso le associazioni di professionisti più affermate.

43 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views