OPINIONI

TheySay, l’algoritmo in grado di smascherare i bugiardi

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Mentite spesso? Una macchina lo saprà. Sviluppata dalla University of Oxford, TheySay è in grado di analizzare i livelli di umorismo, sincerità e sarcasmo grazie all’utilizzo di algoritmi che analizzano linguistica e semiotica, persino di un testo scritto.

Mentite spesso? Una macchina lo saprà. Sviluppata dalla University of Oxford, TheySay è in grado di analizzare i livelli di umorismo, sincerità e sarcasmo grazie all'utilizzo di algoritmi che analizzano linguistica e semiotica, persino di un testo scritto. Il macchinario è stato presentato all'interno del Sentiment Analisys Simposium di New York da Karo Moilanen, a capo del progetto che ha portato alla creazione dell'algoritmo. Le cui possibilità, in realtà, sono ben più ampie. TheySay è infatti in grado di analizzare i contenuti testuali dei social network e individuare eventuali bugie o verità attraverso la valutazione del linguaggio, dell'utilizzo di sarcasmo o della plausibilità.

Nel corso delle elezioni generali del Regno Unito di quest'anno, gli autori hanno messo alla prova il software su un milione di testi, tenendo particolarmente d'occhio la veridicità dei comunicati di quattro politici inglesi. Il risultato? "Il sistema ha rivelato alti livelli di prolissità, ambiguità, oscurità e irrilevanza nei testi dei politici, che sono stati classificati, nel complesso, come moderatamente poco verosimili" ha spiegato Molainen. "Un risultato poco sorprendente visto il mondo politico". Insomma, non c'è da stupirsi se in campagna elettorale i testi pubblicati dai vari partiti scarseggino di plausibilità, ma TheySay è in grado di confermare definitivamente questo elemento.

"Grazie alla nostra tecnologia di elaborazione linguistica, abbiamo sviluppato un metodo per stimare la verosimiglianza nei testi" ha continuato Molainen. "Misurando segnali complessi, sia linguistici che extra-linguistici, che può essere usato per controllare l'attendibilità di dichiarazioni, misurare la chiarezza del testo e rilevare contraddizioni, sarcasmo, esagerazioni e costrutti ingannevoli". Altri utilizzi dell'algoritmo potrebbero comprendere il monitoraggio dei comunicati aziendali – utile, soprattutto, per gli investitori -, il controllo delle bufale che sempre più spesso circolano online e la moderazione dei messaggi e commenti all'interno dei social network.

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Giornalista dal 2002 specializzato in nuove tecnologie, intrattenimento digitale e social media, con esperienze nella cronaca, nella produzione cinematografica e nella conduzione radiofonica. Caposervizio Innovazione di Fanpage.it.
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