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Uber, il valore potrebbe salire fino a 17 miliardi di dollari

Uber, l’app che consente agli utenti di scegliere come spostarsi attraverso una rete di trasporti, potrebbe raggiungere il valore di 17 miliardi di dollari, diventando una delle startup più preziose dell’area tech.
A cura di Francesco Russo
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Negli ultimi giorni si è parlato molto di Uber, come conseguenza della eclatante protesta dei tassisti Wired Next Fest in cui era ospite Benedetta Arese Lucini, general manager di Uber in Italia, impedendole di parlare. Una protesta che come una delle conseguenze dirette ha provocato una escalation in termini di popolarità per la stessa Uber: in quei giorni è stata la seconda app più scaricata sul market di Apple, aspetto sottolineato anche dalla stessa Arese Lucini in una intervista recente. Resta il fatto che l'app, che permette agli utenti di scegliere il miglior mezzo, soprattutto in termini di costi, e di risparmiare notevolmente in termini di tempo, nel nostro paese ha provocato una protesta forte dei tassisti che vedono il loro ruolo minacciato dall'espandersi di questa applicazione. Ma questa minaccia presunta comunque è in evidente contrasto con quello che succede altrove, per esempio a New York, dove anche i tassisti utilizzano il sistema Uber, a riprova del fatto che non è un problema di concorrenza, il problema è di ben altra natura.

Ma di Uber ora si torna a parlare in quanto le offerte di finanziamenti in questi giorni sono aumentate notevolmente. Solo pochi giorni fa se ne parlava in relazione ad un round di finanziamenti di 500 milioni di dollari che avrebbe fatto lievitare il valore della società fino a raggiungere quota 12 miliardi di dollari. Basti pensare che solo un anno fa Uber valeva 3,5 miliardi di dollari, quindi in un solo anno ha visto crescere il suo valore di quasi quattro volte tanto.

Ma è di poco fa la notizia, rilanciata dal Wall Street Journal e secondo fonti ben informate, che Uber potrebbe addirittura superare il valore raggiunto solo pochi giorni fa e arrivare a valere 17 miliardi di dollari. Quindi questo fa pensare che il round di finanziamenti sarebbe più alto dei 500 milioni di dollari ufficializzati. In questo modo Uber si troverebbe a far part di quel "Millions Dollars Club", ossia le startup tecnologiche più preziose, ed essere in compagnia di Airbnb, di Xiami e di Dropbox che egli ultimi mesi hanno raggiunto un valore di 10 miliardi di dollari.

COME FUNZIONA UBER

Uber è una startup che nasce a San Francisco, quindi nella Silicon Valley, nel 2009, e realizza un'app che consente agli utenti di scegliere come muoversi attraverso una rete di trasporto. In pratica l'utente usa l'applicazione per scegliere il modo con cui raggiungere la destinazione preferita, quindi il collegamento nasce direttamente tra utente e autista. Di conseguenza, Uber non fornisce il trasporto, ma offre all'utente delle informazioni attraverso la rete che viene create con tutti quei drivers che vengono accettati all'interno della rete Uber. Attualmente Uber opera in più di 70 città a livello globale e in Italia solo a Milano.

IL NUOVO SERVIZIO UBERPOP

E da pochi Uber ha lanciato anche nel nostro paese Uberpop, un'altra applicazione, che in pratica consente di utilizzare l'auto in condivisione con altri utenti. In pratica, l'utente che deve raggiungere una data destinazione, usano Uberpop può entrare in contatto con un altro utente, che a sua volta ha dato a Uber la sua disponibilità a fungere da guidatore. Quest'ultimo riceverà il suo compenso da Uber e su questo si sono scatenate roventi polemiche che hanno visto anche schierati il presidente della Regione Lombardi, Roberto Maroni, e il Ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi. Uberpop non va confuso con i servizi di car-sharing come car2go ed altri, in quanto in questo caso è l'utente che si offre come guidatore. E le polemiche hanno toccato anche questo aspetto, sollevando rischi per la sicurezza. Rischi che Benedetta Arese Lucini ha voluto assolutamente escludere, affermando che Uber da questo punto di vista opera dei controlli rigidi e ha dichiarato inoltre di essere aperti alle proposte del governo in questo senso.

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