Per la prima volta dal 2001 i ricavi annuali di Apple sono calati, passando dai 233,7 miliardi di dollari registrati nel 2015 ai 217 miliardi di dollari dell'anno fiscale 2016. Un declino del 9 percento che rappresenta la prima frenata nei ricavi dal 2001 e segue la trimestrale di aprile che per la prima volta in 13 anni vedeva un calo nei ricavi. Anche in questo caso la causa è da ricercare nelle vendite degli iPhone, che nel corso dell'ultimo anno sono calate del 5 percento. Ovviamente resta fuori da questi dati il lancio dell'iPhone 7, che farà parte della prossima trimestrale.

Le attese verso i primi risultati del nuovo anno sono quindi alte, ma i mesi successivi restano un'incognita: l'iPhone 7 difficilmente riuscirà a tirare su le vendite come hanno fatto i vecchi modelli: il design fin troppo familiare e le aspettative verso l'iPhone 8 – che sarà anche il modello del decimo anniversario – potrebbero avere un effetto negativo sull'anno fiscale 2017. Anche le vendite dell'iPad sono calate del 6 percento rispetto allo scorso anno, così come lo hanno fatto quelle dei Mac, scese del 14 percento a causa della mancanza di un'importante aggiornamento delle linee. Che, però, dovrebbe avvenire all'interno della conferenza prevista per domani.

L'unico elemento positivo dell'offerta di Cupertino sono i servizi come iCloud, iTunes e Apple Music. I ricavi derivanti da questi elementi sono cresciuti del 24 percento rispetto al 2015, portando nelle casse di Apple 24,3 miliardi di dollari e diventando il secondo elemento più redditizio dopo l'iPhone e prima dell'iPad. Per tornare a crescere, però, l'azienda di Cupertino dovrà rivoluzionare ancora una volta i suoi prodotti e, in particolare, l'iPhone, riuscendo allo stesso tempo a convincere i consumatori ad acquistare un iPhone 7 senza attendere necessariamente il prossimo anno.