Il 50° Rapporto Censis, che fotografa lo stato dell'Italia dal punto di vista economico-sociale, offre un quadro anche dal punto di vista di come gli italiani accedono e usano la rete. Nonostante un quadro non idilliaco, dal punto di vista sociale, con i giovani che oggi hanno un potere di acquisto più basso di quello dei loro genitori, il Censis evidenzia la crescita del digitale nel nostro paese con la popolazione online che oggi è al 73 percento, ossia 3 italiani su 4 accedono a Internet. Un dato che numericamente parlando si attesta a oltre 40 milioni di italiani sulla rete. Nel 2007 la popolazione italiana online era del 45,3 percento. Se invece si prende in considerazione il dato relativo alla popolazione online al di sotto dei 30 anni, allora si arriva ad una percentuale del 96 percento, la quasi totalità.

Il Rapporto Censis 2016, l'ultimo per quanto riguarda il presidente Giuseppe De Rita, rileva che il 64,8% degli italiani oggi usa uno smartphone (89,4% dei giovani) per comunicare, il 61,3% utilizza l'app di messaggistica WhatsApp (89,4% dei giovani), il 56,2% è su Facebook (89,3%) e il 46,8% guarda Youtube, percentuale che sale al 73,9% tra i 14-29enni. Twitter è un po' più distaccato, viene infatti usato solo dall'11,2% degli italiani, ma cresce tra gli under 30, arrivando al 24%.

Internet, secondo i dati del Rapporto Censis, viene usato dagli italiani principalmente per informarsi, guardare film o partite di calcio, prenotare viaggi e vacanze, acquistare beni, per svolgere operazioni bancarie online e per entrare in contatto con le amministrazioni pubbliche. Dal punto di vista della PA, l'indagine realizzata dal Censis per il rapporto "Cotec-Chebanca!", sulla cultura dell'innovazione, "l'identità digitale è al primo posto tra interventi ritenuti fondamentali dagli italiani", che "pur essendo poco inclini a riconoscere il ruolo del governo e delle amministrazioni pubbliche nella promozione e nel sostegno dell'innovazione", ritengono che queste "debbano essere al centro dell'azione amministrativa".

Dopo l'identità digitale, tra le richieste degli italiani, seguono la banda ultralarga e il Wi-Fi pubblico (47,3%) e al terzo, la sanità digitale, con i fascicoli sanitari elettronici e le prescrizioni mediche digitali (43,3%).

Per quanto riguarda gli operatori dei servizi dati, i ricavi (5,1 miliardi di euro nel 2015) sono aumentati nell'ultimo anno complessivamente del 6,2%, ma come effetto combinato di una riduzione del 18,7% degli introiti da sms e un aumento del 14,4% del "fatturato" dei servizi per l'accesso e la navigazione in Internet, tipologia, questa, che da sola vale 3,9 miliardi di euro, ossia il 76% dei ricavi totali.