È italiano il collegamento senza fili più lungo del mondo, realizzato da due ricercatori dell’International Centre for Theoretical Physics di Trieste, Ermanno Pietrosemoli e Marco Zennaro. 304 chilometri coperti da una connessione wireless, dal Monte Amiata e il Monte Limbara, percorrendo il Mar Tirreno e coprendo la distanza che separa la Toscana dalla Sardegna. I ricercatori sono riusciti ad ottenere una velocità di 354 megabit al secondo: 176 Mbps in un senso e 179 Mbps nell'altro, sfruttando una connessione WiFi caratterizzata da uno spettro di 5Ghz, come quello utilizzato dai router e dispositivi di ultima generazione.

Non solo una distanza da record, quindi, ma anche una velocità in grado di far impallidire le connessioni casalinghe, attualmente ferme ad una media di 8,2 Mbps quando si parla di wireless (e non solo, verrebbe da dire). “Ciò che rende questo risultato significativo è l’altissima velocità di trasmissione e l’efficienza spettrale, una misura del tasso di informazione che può essere trasmesso in una specifica larghezza di banda di un sistema di comunicazione" spiega Pietrosemoli, ponendo l'attenzione proprio sulla velocità. Il record va a togliere lo scettro all'esperimento precedente, fermo a 37 chilometri e in grado di raggiungere una velocità di 750 Mbps, ma sfruttando una frequenza maggiore di 71-76 Ghz.

La distanza e la velocità sono parametri ugualmente importanti, ma non si possono massimizzare entrambe nello stesso momento” ha continuato Ermanno Pietrosemoli. In breve, se cresce la frequenza cresce anche il tasso di trasmissione, ma diminuisce la distanza alla quale è possibile trasmettere i dati. "Moltiplicando la velocità raggiunta per la distanza in entrambi gli esperimenti, le prestazioni restano comunque superiori nell’esperimento italiano”. Test che, peraltro, si basa su una tecnologia gratuita e già disponibile, cioè quella che caratterizza le connessioni a 5 Ghz. Un risultato che potrebbe consentire la realizzazione di connessioni senza fili in zone remote del pianeta o persino il miglioramento della copertura in Italia, dove le connessioni superiori ai 15 Mbps rappresentano solo il 7% del totale.