La fusione tra Wind e 3 Italia è ufficiale: i due operatori fanno ora parte della joint venture di CK Hutchison e VimpelCom, completando una trasformazione annunciata nel 2015 e che ha coinvolto il terzo e il quarto operatore italiano. Il risultato ha portato ad una fusione che non vede prevalere nessuna delle due realtà, anche perché l'accordo prevede che 3 Italia si occupi dei debiti di Wind per poter accedere all'infrastruttura dell'operatore italiano. La guida della nuova realtà sarà affidata all'attuale amministratore delegato di Wind Maximo Ibarra. Il CEO di 3 Italia, Vincenzo Novari, ricoprirà invece l'incarico di Special Adviser di CK Hutchison.

"Oggi è un grande giorno per lo sviluppo dell'economia digitale in Italia" ha spiegato Canning Fok di CK Hutchison in una nota. "Questa operazione non solo darà vita ad un operatore nuovo e competitivo, ma genererà investimenti significativi che guideranno lo sviluppo dell'infrastruttura digitale del Paese". La fusione avrà un impatto sulle reti italiane a partire dal 2017, quando le due infrastrutture su fonderanno e le due aziende cominceranno a condividere il know how accumulato in questi anni. Il tutto dando vita ad un bacino d'utenza di oltre 31 milioni di clienti mobile e 2,7 milioni fissi. Ma anche creando uno spazio libero nel panorama della telefonia, elemento che dovrebbe consentire alla francese Iliad di entrare nel mercato italiano.

Cosa cambia per i clienti di Wind e 3 Italia.

A fusione completata non cambierà nulla per tutti i clienti attualmente legati ad uno dei due operatori, sia per quanto riguarda le ricaricabili che per gli abbonamenti. Discorso diverso, almeno in teoria, per i futuri abbonati: in questo caso le offerte della nuova realtà porterebbero subire un cambiamento, con prezzi in crescita rispetto a quelli attuali. D'altronde sia Wind che 3 Italia erano già state costrette ad aumentare i costi nell'ultimo trimestre, proprio in virtù dei sempre più sottili margini di guadagno. Insomma, per capire come si evolverà davvero la situazione per i consumatori bisognerà aspettare ancora qualche tempo.