Il Daily Express ha da pochi giorni pubblicato un'interessante classifica che evidenzia i sette motivi per cui Facebook sta rovinando le nostre vite. In effetti il tema della dipendenza da social network è un argomento molto discusso negli ultimi anni: c'é chi pensa che i social network siano solo una perdita di tempo e che rovinano i rapporti umani, chi non accetta l'evoluzione del mondo dei mass media e chi invece sposa appieno lo sviluppo delle comunicazioni che Internet ed i social network hanno permesso.

Ecco i sette modi per cui Facebook, secondo il Daily Express, sta rovinando la vita delle persone:

1. Facebook rovina i nostri programmi tv preferiti
Il social network di Mark Zuckerberg sembra essere uno dei motivi che rovina la visione di film e programma televisivi. Il motivo? A causa del grande utilizzo che facciamo di Facebook, anche da smartphone, capita di ritrovarci seduti sul divano davanti alla tv e, una volta selezionato il programma televisivo da vedere, spesso ci perdiamo parti importanti della film per rispondere ad un messaggio arrivato sulla chat del social network o per commentare un post in cui siamo stati menzionati. Inoltre la piattaforma di Zuckerberg sembra rovina i nostri programmi tv anche a causa dell'alto tasso di spoiler presenti tra uno status e l'altro del social network.

2. Facebook ci fa lavorare male
Il social network di Zuckerberg può creare problemi anche a lavoro, soprattutto a quelle persone che lavoro in ufficio. A causa di Facebook infatti molti lavori vengono consegnati in ritardo perché perdiamo tempo a scorrere la timeline di Facebook e non ci accorgiamo del tempo che passa. Inoltre i lavori spesso vengono completati in maniera non proprio eccellente, questo perché interrompiamo troppo spesso le nostre attività lavorative a causa delle continue notifiche Facebook che rubano l'attenzione dal nostro lavoro.

3. Facebook fa di noi dei pessimi amici
Il social network Facebook, che ha aumentato il numero di interazioni con le altre persone grazie ai commenti, ai mi piace e alla chat, se da una parte ha incrementato il numero di volte in cui interagiamo con vecchi amici e conoscenti, dall'altra sembra aver diminuito i rapporti che prima avvenivano tra amici di vecchia data. Insomma, va bene il Mi Piace ma si può sempre organizzare una serata con amici di vecchia data.

4. Facebook disturba il sonno
La dipendenza da Facebook disturba il sonno delle persone. Capita di accedere a Facebook con l'intenzione di vedere cosa sta succedendo nel mondo, giusto 10 minuti per vedere gli ultimi aggiornamenti e poi ci si ritrova, due ore dopo, ancora davanti alla schermata principale del social network. E la situazione prosegue sullo smartphone quando, nonostante la stanchezza, diamo un'ultima scrollata alla timeline (per non parlare delle persone che lasciano attiva la vibrazione anche quando vanno a dormire).

5. Facebook crea ansia
Dopo ore di studio passate per capire l'orario migliore in cui postare un selfie su Facebook, a dieci minuti dall'upload della foto vi ritrovate con solo 2 Mi Piace. Panico. Iniziano i refresh della pagina, i like arriveranno, devo arrivare. E se proprio il post caricato va male magari lo cancelliamo. Ritenta, sarai più fortunato.

6. Facebook è diventato il nostro luogo preferito per sfogarci
Eh si, Facebook è diventato il nostro "sfogatoio" preferito. Abbiamo un problema? Lo scriviamo su Facebook. Il motivo che ci spinge a manifestare tutte le nostre frustrazioni sul social network sembra essere legato all'ascolto perché, almeno in teoria, qualcuno dei nostri X amici Facebook dovrebbe rispondere, e magari aiutarci a capire come risolvere il problema.

7. Facebook ci procura l'effetto FOMO (“Fear of missing out”)
E' un tipico disagio sociale degli ultimi decenni, il sentirsi tagliati fuori da una determinata situazione, il paragonare la propria vita a quella degli altri. Ci limitiamo ad apparire sui social network, quando in realtà, qualcuno magari meno dipendente da Facebook, ora sta fuori, all'aria aperta, a scambiare quattro parole con un amico, a ridere, senza pensare a quale foto è stata caricata su Facebook o quale status profondo avete pubblicato sulla vostra bacheca. Perché comunicare è possibile, anche fuori dai social network.