14 Agosto 2019
18:29

A 19 anni fonda la sua prima startup: ora vale un miliardo di dollari

Nel 2016 Alexandr Wang ha fondato Scale AI, una startup attiva nell’ambito dell’intelligenza artificiale che in tre anni ha raggiunto la stellare valutazione. Anziché competere con i giganti del settore ha scelto un altro approccio: aiutarli fornendo ai loro algoritmi dati di alta qualità coi quali migliorarsi.
A cura di Lorenzo Longhitano

C'è un nuovo fenomeno in Silicon Valley, una startup relativamente giovane che ha appena raggiunto la valutazione complessiva di un miliardo di dollari: si tratta di Scale AI, un'azienda attiva nell'ambito dell'intelligenza artificiale fondata appena tre anni fa da Alexandr Wang, un giovane di 22 anni del New Mexico che tra i suoi clienti si è trovato giganti del calibro di Alphabet e Uber. La startup ha appena chiuso un giro di finanziamenti da 100 milioni di dollari guadagnandosi così l'appellativo gergale di unicorno che contraddistingue le giovani aziende capaci proprio di superare il traguardo del miliardo.

Cosa fa Scale AI

Lo scopo di Scale AI è quello di aiutare gli algoritmi di intelligenza artificiale dei suoi clienti a imparare più velocemente, fornendo loro dati di migliore qualità che vengono catalogati con precisione da 300 impiegati interni e ben 30.000 esterni con l'aiuto di strumenti specializzati. I servizi del gruppo si sono rivelati particolarmente utili nel campo della machine vision, ovvero il riconoscimento delle immagini che aprirà in futuro la strada ai veicoli a guida autonoma (ecco il perché dell'interessamento di Alphabet e Uber).

Questo tipo di abilità si costruisce attraverso da corpose sessioni di allenamento durante le quali agli algoritmi vengono fornite fotografie corredate da descrizioni di ciò che contengono, come cartelli stradali, automobili, esseri umani o semafori. Il sistema immagazzina milioni di immagini simili fino a sviluppare un modello di apprendimento che riesce a fare la stessa cosa da solo, ma a ogni stadio di miglioramento del sistema corrisponde una banca dati iniziale che va compilata da esseri umani, i quali pazientemente scontornano gli elementi all'interno delle immagini, selezionandoli ed etichettandoli al posto della macchina e impiegando ore nel processo.

Strumenti specializzati

Scale AI ha ideato un sistema che rende questo lavoro più semplice e decine di volte più veloce, e che prevede che una prima intelligenza artificiale di fattura più grezza tenti di effettuare le operazioni di selezione e passi il risultato al suo operatore umano. Quest'ultimo deve così solamente confermare o ritoccare l'operato del sistema automatizzato prima di bollarlo come idoneo per l'utilizzo negli addestramenti dei nuovi e più raffinati algoritmi.

La startup dispone di strumenti che facilitano questo lavoro di etichettatura dei dati anche nell'ambito del riconoscimento vocale e in generale in tutte le situazioni nelle quali occorrono grandi moli di informazioni per istruire sistemi di apprendimento automatico. Per questo motivo i finanziamenti hanno continuato ad arrivare copiosi finora: il settore è inevitabilmente in espansione e Scale AI — anziché competere con Google, Facebook e gli altri giganti del settore col rischio di finirne schiacciata — si è semplicemente posizionata come un loro fornitore.

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