Il Segway, celebre ma sfortunato veicolo a due ruote parallele e trazione elettrica, sta per scomparire per sempre. Lo ha riportato in queste ore Fast Company, anticipando di poco la conferma dell'azienda produttrice: il caratteristico dispositivo uscirà di produzione a partire dal mese prossimo, quando la linea produttiva assegnata al assemblaggio del modello PT sarà spenta. Si chiude così una storia travagliata, iniziata a cavallo del millennio e anticipata da anni di indiscrezioni su un nuovo mezzo di trasporto che secondo molti avrebbe rivoluzionato la mobilità per come era stata conosciuta fino ad allora.

Presentato nel 2001 il Segway era stato accompagnato al debutto indiscrezioni e anticipazioni che lo descrivevano come qualcosa di unico. Il gadget in effetti si muoveva grazie a un motore elettrico alimentato a batteria, stava in equilibrio su due ruote autonomamente grazie a un meccanismo bilanciato da un giroscopio e si controllava spostando il peso del passeggero sulla plancia; se la descrizione può ricordare a quella di un hoverboard odierno, a inizio millennio — quasi 20 anni fa — di dispositivi simili non ne esistevano.

Non per niente l'inventore — l'ingegnere statunitense Dean Kamen — presentò il gadget come il passo evolutivo successivo alla carrozza e all'automobile; il Segway aveva però alcuni difetti fatali: dimensioni ingombranti, un sistema di pilotaggio difficile da padroneggiare, un look che dava particolarmente nell'occhio e soprattutto un prezzo esorbitante che poteva arrivare a toccare i 7.000 dollari. L'aggeggio insomma costava troppo, attirava l'attenzione ed era difficile da utilizzare e parcheggiare — tutte caratteristiche che mal si conciliano a un mezzo di trasporto urbano che avrebbe dovuto utilizzare chiunque.

La compresenza tra le caratteristiche innovative e le limitate prospettive nell'utilizzo di massa hanno reso il Segway più adatto all'impiego negli ambiti commerciali e istituzionali, trasformandolo di fatto in una sorta di icona: tutti ne riconoscerebbero uno in giro per le strade di una grande capitale o in un aeroporto — magari pilotato da turisti o forze dell'ordine — ma in pochi ne hanno effettivamente utilizzato uno.

Le prime e più economiche alternative sono arrivate sul mercato dopo anni. Tra queste non mancano gli hoverboard, i monocicli e i monopattini della cinese Ninebot, che nel 2015 ha acquisito proprio Segway per incorporarne i dispositivi all'interno della propria offerta. Le due aziende hanno sempre operato autonomamente, e continueranno a farlo anche dopo la scomparsa del Segway. L'azienda del resto lavora da anni su altri modelli dedicati alla micromobilità elettrica.