Alcuni dipendenti di Snap, l'azienda proprietaria del popolare social network Snapchat, avrebbero utilizzato strumenti interni per accedere ai dati degli utenti della piattaforma e spiarli. Lo riporta Motherboard, che cita come fonti due ex dipendenti dell'azienda, un lavoratore attualmente impiegato nella società e alcune mail interne. Secondo queste voci, gli strumenti interni di Snapchat forniscono a chi li utilizza la possibilità di accedere alle informazioni sulla localizzazione, foto e video salvati, numeri di telefono e indirizzi email degli iscritti.

SnapLion, lo strumento per controllare Snapchat

Uno di questi strumenti, chiamato SnapLion, è stato progettato per raccogliere informazioni sugli utenti in risposta ad eventuali richieste da parte delle autorità. A questo strumento hanno però accesso anche diversi team interni, tra cui quelli dedicati all'analisi di episodi di violenza, alla sicurezza e al customer care. Uno degli ex dipendenti ha definito questo software come "le chiavi del regno". Come raccontano le fonti di Motherboard, SnapLion è stato progettato per utilizzi leciti e legittimi, ma allo stesso tempo verrebbe utilizzato da alcuni dipendenti per azioni illegittime.

Un portavoce di Snap ha spiegato che la privacy è l'elemento "supremo" in Snapchat e che pochi dati personali degli utenti vengono immagazzinati dal sistema. "Un accesso non autorizzato di qualsiasi tipo rappresenta una chiara violazione degli standard aziendali e, se individuato, risulta in un immediato licenziamento" ha spiegato un portavoce all'azienda. Secondo gli ex dipendenti, però, gli strumenti messi in campo dalla società per monitorare gli accessi a SnapLion non sono sufficienti e non tengono traccia di ciò che i lavoratori fanno con lo strumento. Sempre stando a quanto affermato dalle fonti, il software nato per aiutare le autorità viene tuttora utilizzato dai dipendenti per azioni come il reset della password e altre operazioni di amministrazione.