Le aste digitali degli ultimi tempi hanno sempre portato i prodotti in vendita a prezzi interessanti benché gli stessi potessero essere obsoleti o magari non troppo integri, ma si sa che il vintage per il tech è sempre di gran moda. Spesso proprio in questi settori può capitare che le aste non risultino propriamente classiche a cui ci si attende ed è il caso delle ultime realizzate da Yahoo!, la quale ha deciso di mettere in vendita un centinaio di domini internet che possiede ma che non ha mai utilizzato.

Ce n’è per tutti i gusti, ma soprattutto per tutti i prezzi visto che gli stessi, secondo le tariffe dell'asta creata appositamente, vanno dai più economici di mille dollari, salendo fino a un milione e mezzo di dollari. L’asta online iniziata il 14 novembre, andrà avanti fino al 21 e l'azienda di Sunnyvalle ha già diffuso una lista di 29 domini anche se nel corso dell'intera settimana fino al termine dell'asta ne aggiungerà molti altri fino ad arrivare a circa un centinaio.

Yahoo! ha deciso di annunciare la vendita con un post sul proprio blog aziendale: "Quest’anno abbiamo trovato una grossa lista di nomi di domini che la compagnia si è tenuta per un bel pezzo. Abbiamo discusso su cosa farne, ed è evidente che è ora di lasciarli tornare liberi nella giungla di internet. Per la libertà, però, c’è un prezzo da pagare. Poco male, c’è chi quel prezzo è disposto a pagarlo. Di certo creativi, società ed imprenditori potranno realizzare qualcosa di interessante con questi domini. Magari anche creare nuove idee o nuove aziende".

I domini sono decisamente particolari e vanno da chillertheater.com con una base d’asta tra i 10mila ed i 24.999 dollari a mym.com con prezzi d’asta tra i 100mila ed i 249.999 dollari. Ma passiamo anche per i più curiosi come Sandwich.com con i suoi 50mila a 99.999 dollari, religious.net da 10mila a 24.999 dollari. Ci sono poi anche truestory.com (10mila – 24.999 dollari), westerns.com (100mila – 249.999 dollari), finalcountdown.com (10mila – 24.999 dollari), cyberjokes.com (mille – 4.999 dollari). Per terminare la lista va aggiunto anche il più costoso, almeno al momento, che risulta essere av.com per il quale si parte da una base compresa tra un milione e un milione e mezzo di dollari.