Grazie anche all'avvento dei primi altoparlanti intelligenti, in molti negli ultimi anni stanno sperimentando le comodità dell'avere assistenti vocali ed elettrodomestici smart disseminati per casa, anche se forse non è ancora arrivato il momento di fidarsi ciecamente di questo genere di dispositivi. A dimostrarlo c'è il caso di June Oven, un forno smart prodotto dalla statunitense June Life che in queste ore è finito sotto i riflettori per via di un comportamento bizzarro: secondo quanto hanno riportato alcuni utenti nel corso degli ultimi mesi, in più di un caso il gadget sembra essersi acceso più di una volta nel cuore della notte, preriscaldandosi fino a 200 gradi senza che nessuno l'abbia esplicitamente impostato per farlo.

Il forno è un prodotto finanziato su Kickstarter che risale al 2015 e rinnovato l'anno scorso; vanta una telecamera per riprendere il cibo e visualizzare lo stato di cottura sul telefono oltre naturalmente a ogni tipo di programma impostabile e a un controllo in remoto tramite app o integrazione con gli assistenti vocali di casa. I racconti da incubo emersi in queste ore sono invece stati raccolti da The Verge, che si è guadagnata l'accesso a un gruppo privato su Facebook nel quale i proprietari del forno condividono le proprie esperienze.

In un caso che risale a maggio, un acquirente ha raccontato di aver lasciato nel forno delle patate appena cotte per farle raffreddare durante la notte, ma di averle trovate carbonizzate il mattino successivo; il rapporto fornito dal dispositivo l'ha poi diligentemente informato di aver cotto nuovamente la pietanza a 220 gradi per circa 4 ore e mezza. Un altro utente si è reso conto di un comportamento simile a forno vuoto, solamente grazie alle riprese effettuate dalla sua videocamera di sorveglianza i cui filmati hanno mostrato il gadget accendersi alle 2:30 di notte. Più recentemente una terza utente ha affermato di essere stata svegliata alle 6:30 del mattino da una notifica sul cellulare che l'ha avvisata del fatto che il forno si fosse preriscaldato a 200 gradi e fosse pronto per la cottura.

Per il numero uno dell'azienda la responsabilità degli incidenti riferiti non è di difetti presenti nel forno, ma degli utenti; questi ultimi potrebbero infatti aver attivato inavvertitamente il forno o una delle sue funzioni di programmazione con un tocco sbagliato all'interno dell'app per lo smartphone. In un altro caso l'assistenza clienti del gruppo ha attribuito la colpa di un incidente simile all'assistente vocale Alexa di Amazon, che potrebbe aver inviato istruzioni di accensione al forno in seguito a un comando vocale mal interpretato.

Non che ci sia molta differenza tra un difetto hardware e una disattenzione nella progettazione del software di controllo: un'app o un assistente vocale che per un tocco o un comando sbagliato accendono un oggetto incandescente dentro casa non danno esattamente l'impressione che il prodotto sia al 100% sicuro. Per questo motivo la società ha messo in calendario due aggiornamenti per il software che governa il forno: il primo a settembre permetterà di disattivare del tutto le accensioni a distanza; il secondo l'anno prossimo farà in modo di spegnerlo in automatico dopo troppi minuti in assenza di pietanze al suo interno.