Dopo la questione dei braccialetti ai suoi dipendenti Amazon torna a far parlare di sé per la questione dei resi. La politica del reso di Amazon potrebbe non essere priva di rischi come si pensa: chi esagera nel restituire i pacchi potrebbe trovarsi da un momento all’altro con l’account cancellato. Detta così sembra un abuso ed una violazione di quanto l'azienda promette ai clienti, ed è un'idea che si potrebbe avere facilmente leggendo certe lamentele nei Social network. Ma è davvero così? Stando ad un articolo pubblicato sul Wall Street Journal l'azienda avrebbe chiuso diversi account di acquirenti che restituivano troppo spesso i prodotti, abusando del diritto di recesso riconosciuto da Amazon – stando anche alle leggi vigenti nei paesi in cui si effettuano le spedizioni. Alcuni utenti si sarebbero lamentati del fatto che la chiusura dell’account fosse stata fatta senza alcuna spiegazione.

La politica di reso secondo Amazon

Amazon vanta rendimenti facili e gratuiti per molti dei suoi articoli, questo ha spinto molti negozi fisici a offrire le stesse politiche. Stiamo parlando di una garanzia notevole per i consumatori, se pensiamo che online la “fregatura” può nascondersi dietro l’angolo. Oltre a questo è possibile ottenere entro 14 giorni la restituzione – senza alcuna spiegazione – con spedizione rimborsata dall'azienda. Onde evitare che si abusi – anche in buona fede – di queste garanzie, Amazon da la possibilità agli utenti di leggere le recensioni di altri consumatori per lo stesso prodotto, ogni volta che acquistiamo qualcosa con Amazon potrebbe capitarci di trovare nella casella di posta notifiche dove ci segnalano la domanda di un utente riguardo l'oggetto da noi acquistato, invitandoci a rispondere se ne siamo in grado.

Cancellati da Amazon senza spiegazioni?

Non è nemmeno tanto esatto ritenere che gli account vengano cancellati dall’azienda in maniera “imprevista”. Si leggono tweet di utenti che lamentano al contrario di aver ricevuto messaggi in cui Amazon chiedeva spiegazioni riguardo i resi eccessivi, fatti verosimilmente senza essersi prima informati sul prodotto, mediante le recensioni e il confronto con altri simili. In fondo il diritto di reso non è proprio come l’opzione “soddisfatti o rimborsati”. Il problema principale è che molti utenti utilizzavano il diritto di reso per approfittare di una sorta di “noleggio gratuito”: si acquista l’oggetto, lo si usa e poi lo si restituisce con rimborso completo.

Le politiche di Amazon non prevedono certamente la cancellazione dell’account per i troppi resi, ma le sue condizioni d'uso contemplano la chiusura degli account a discrezione dell’azienda, che intanto ha rotto il silenzio fornendo ulteriori spiegazioni:

Vogliamo che tutti siano in grado di utilizzare Amazon, ma ci sono rare occasioni in cui qualcuno abusa del nostro servizio per un lungo periodo di tempo […] Non prendiamo queste decisioni alla leggera, ma con oltre 300 milioni di clienti in tutto il mondo, adottiamo misure appropriate per proteggere l'esperienza di tutti i nostri clienti. Se un cliente crede che abbiamo commesso un errore, lo incoraggiamo a contattarci direttamente, quindi possiamo rivedere il loro account e prendere le misure appropriate.

Come evitare di essere "cacciati" da Amazon

Al momento il problema non sembra di dimensioni preoccupanti, ed effettivamente sarebbe stato un accidente di non poco conto – soprattutto a livello finanziario – se improvvisamente la maggior parte degli utenti si mettessero a rendere i prodotti, spinti solo dalla curiosità di vedere come sono fatti. Se volete evitare di perdere il vostro account Amazon dovrete mettere da parte l’idea del “noleggio gratuito”.