26 Maggio 2015
15:23

Amazon comincia a pagare le tasse nei singoli stati europei

Amazon a partire da questo mese comincia a pagare le tasse nei singoli paesi europei. A partire da 1° maggio la società di Jeff Bezos comincerà ad adeguarsi alle leggi fiscali dei paesi in cui opera, invece di convogliare tutto sulla sede europea in Lussemburgo godendo di un regime fiscale particolarmente vantaggioso.
A cura di Francesco Russo

Amazon a partire da questo mese comincia a pagare le tasse nei singoli paesi europei. A partire da 1° maggio la società fondata da Jeff Bezos comincerà ad adeguarsi alle leggi fiscali dei paesi in cui opera, invece di convogliare tutto sulla sede europea in Lussemburgo godendo di un regime fiscale particolarmente vantaggioso. Una situazione che è andata avanti per anni che è che sollevato polemiche e proteste in Europa e anche all'interno dell'UE, la cui Commissione Europea aveva messo nel mirino proprio la situazione fiscale dei colossi tech che operano sul territorio europeo.

A partire dall'inizio di questo mese l'azienda pagherà le tasse in Uk dove nel frattempo ha aperto una sede. L'intento di Amazon è quello aprire delle succursali locali di "Amazon EU Sarl", un processo iniziato due anni fa, per adeguarsi alle regole fiscali dei paesi in cui opera, senza fare più riferimento in maniera esclusiva al Lussemburgo. C' da aspettarsi che Amazon farà la stessa cosa in Germania, Francia, Italia e altri paesi.

Per avere un'idea di quali sarebbero state le conseguenze se questa operazione fosse stata fatta già anni prima, è sufficiente considerare che negli ultimi 10 anni Amazon ha fatturato 8,3 miliardi di dollari derivanti dagli acquisti fatti dagli shoppers britannici, ma tutte queste vendite sono state poi tassate con il regime fiscale lussemburghese.

Dal mese di aprile di quest'anno è entrata in vigore in Uk una nuova tassa (ribattezzata "Google tax") che prevede un'aliquota del 25% che sarà applicata alle aziende che fatturano più di 10 milioni di sterline. Una volta che la HM Revenue & Customs (l'Agenzia delle Entrate britannica) ha effettuato tutte le verifiche del caso, scatta la nuova tassa. Il cancelliere George Osborne, presentando questa manovra, aveva detto che l'introduzione di questa tassa avrebbe portato a recuperare 3,1 miliardi di sterline nei prossimi tre anni.

Amazon è la prima azienda tecnologica che abbandona la situazione fiscale precedente e soprattutto che abbandona quel sistema di separazione per cui le vendite effettuate in un paese venivano poi deviate su un altro per poter godere di un trattamento fiscale molto favorevole. A questo punto sono in tanti ad aspettarsi che questa mossa di Amazon possa essere seguita da Google, Facebook, Starbucks, tanto per fare qualche nome.

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