Il colosso dell'ecommerce Amazon è nel mirino dell'Agcom per possibile posizione dominante nel mercato delle consegne. È la conclusione che emerge dal rapporto  sull’analisi del mercato dei servizi di consegna dei pacchi pubblicato in queste ore dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni — un documento particolarmente significativo perché il primo firmato dall'Agcom nell'epoca del commercio elettronico, che negli ultimi anni ha fatto aumentare considerevolmente sia i ricavi dei servizi che consegnano pacchi, che il numero di pacchi spediti nel Paese.

Amazon domina un mercato in crescita

Quello delle consegne dei pacchi è un settore da 4,7 miliardi di fatturato che ha visto 625 milioni di consegne pacchi nel solo 2019. Nella corrispondenza in partenza dai privati e nelle spedizioni tra aziende dominano ancora rispettivamente Poste Italiane e i corrieri tradizionali, che si spartiscono un mercato sostanzialmente in equilibrio; dove Amazon domina è nel settore, delle consegne ai privati, nel quale rientrano le attività di ecommerce. E se fino al 2016 — continua l'Agcom nel suo rapporto — i pacchi in partenza dalle aziende ai privati erano un terzo del totale, ora rappresentano circa la metà del totale.

Concorrenza a rischio

In particolare nel mercato delle consegne ai privati in differita Amazon detiene il 59 percento dei ricavi. Per l'Agcom i motivi sono da ricercare da una parte nella forte integrazione tra i servizi del gruppo, che offre ai clienti efficienza e comode modalità di consegna (come quelle a orario flessibile o nei cosiddetti locker); dall'altra nel fatto che la stessa azienda acquista servizi di consegna dai gruppi concorrenti, e detiene dunque su questi un forte contropotere di acquisto.

Secondo l'Agcom la situazione rappresenta "un vantaggio competitivo che appare fondarsi sulla capacità di sottrarsi a regolamentazioni vigenti (ad esempio nel mercato del lavoro) nonché suscettibile di modificare strutturalmente gli assetti concorrenziali nei mercati a valle". Quel che si evince dal rapporto insomma non è solamente la supremazia del colosso di Seattle sugli avversari nelle consegne dei pacchi, ma anche e soprattutto il fatto che il gruppo rischia di avere talmente tanto margine sui soggetti rivali da poter risultare pericoloso per lo sviluppo di una sana concorrenza nel settore.

L'analisi dell'Agcom non rappresenta in sé una condanna nei confronti di Amazon, ma una "tappa intermedia" di un'indagine più ampia sul mercato, che presuppone ulteriori approfondimenti. L'autorità desidera insomma capire se il successo del colosso dell'ecommerce nel campo della consegna dei pacchi dipenda almeno in parte da condizioni che all'interno delle aziende avversarie non possono essere replicate, come ad esempio particolari "contratti con i fornitori e i lavoratori". In caso di risposta affermativa potrebbe ritenere opportuno "introdurre specifici obblighi in capo agli operatori che detengono significativo e durevole potere di mercato, al fine di promuovere assetti maggiormente concorrenziali".