14 Febbraio 2018
11:37

Amazon, licenziato per un selfie sul lavoro: “Faremo ricorso”

È la storia di un dipendente di Amazon che, dopo essersi scattato una fotografia con un tablet trovato in un corridoio ed essere poi tornato a lavoro, si è visto recapitare la lettera di licenziamento da parte dell’azienda.
A cura di Marco Paretti

Licenziato per un selfie scattato tra una corsia e l'altra del magazzino del colosso dell'ecommerce a Piacenza. È la storia di un dipendente di Amazon che, dopo essersi scattato una fotografia con un tablet trovato in un corridoio ed essere poi tornato a lavoro, si è visto recapitare la lettera di licenziamento da parte dell'azienda. Una storia in circolazione dallo sciopero che durante il Black Friday ha visto il blocco dei dipendenti e riemersa durante le polemiche per il brevetto legato al braccialetto elettronico depositato da Amazon.

Un licenziamento per il quale ora i sindacati sono sul piede di guerra; oltre alla vertenza per il contratto applicato dall'azienda ai suoi lavoratori, che arriverà sul tavolo della prefettura di Piacenza nel corso della prossima settimana grazie alla mediazione del governo, ora la Cgil ha intenzione di fare seguito anche alla decisione di licenziare un dipendente per un selfie scattato durante il lavoro. Come spiega il sindacato, come conseguenza della decisione della realtà americana "siamo in tribunale a Milano perchè lì ci sono giudici che hanno una esperienza importante" e "proporremo anche la verifica di incostituzionalità" della regola che ha consentito il licenziamento.

Ma perché il dipendente è stato licenziato per un selfie? "Avrà avuto al massimo 20 anni. L'hanno licenziato per un selfie, fatto con il Pc in dotazione" ha raccontato ad Adnkronos un dipendente anonimo. "Avevano ragione perché firmi un contratto di riservatezza, non puoi divulgare immagini o dare informazioni sulle tecnologie e quello che avviene dentro. Ma, certo, era un ragazzino. Ha fatto un errore e l'hanno mandato via, mi è dispiaciuto tantissimo". A spiegare la volontà di impugnare il licenziamento del dipendente è stato Fiorenzo Molinari, segretario provinciale della Filcams-Cgil, a Piacenza, durante un'iniziativa con i candidati al parlamento di Liberi e uguali,. Molinari è una delle figure in prima fila nella vertenza con Amazon, da lui definita "azienda estremamente feroce".

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