Le funzioni di crittografia delle quali si è dotata negli ultimi anni l'app di messaggistica istantanea WhatsApp fa in modo che le comunicazioni che passano dalla piattaforma risultino indecifrabili per chi dovesse riuscire a intercettarle, ma questo fatto — oltre a proteggere gli utenti da orecchie indiscrete — ha reso l'app uno strumento prezioso per compiere illeciti senza che le operazioni di coordinamento possano essere intercettate. A denunciarlo sono i governi di molti Paesi, ma secondo una ricostruzione del quotidiano messicano Milenio l'app potrebbe essere stata usata anche per coordinare un massiccio attacco alle forze dell'ordine locali che avevano appena catturato Ovidio Guzman Lòpez, figlio del narcotrafficante Joaquin "El Chapo", già detenuto.

I fatti risalgono allo scorso ottobre, quando nelle stradee di Cualican, nel Messico nordoccidentale, si è scatenata una vera e propria guerriglia dopo l'arresto del figlio di El Chapo. In quell'occasione decine di membri del cartello criminale di Sinaloa sono intervenute a dare battaglia alle forze dell'ordine, circondando queste ultime nel luogo della cattura e tenendole sotto assedio con un dispiegamento di forze superiore a quello a disposizione dello stato.

L'operazione è risultata nel rilascio di Ovidio Guzman poco dopo la cattura (disposto per evitare un eccessivo spargimento di sangue) e sarebbe stata coordinata parzialmente tramite WhatsApp. Secondo alcuni messaggi fatti trapelare dai destinatari, il cartello avrebbe infatti utilizzato la piattaforma di messaggistica sia per offire ricompense in denaro a chiunque avesse partecipato al tentativo di liberare Guzman, sia per ordinare il cessate il fuoco successivo al rilascio del detenuto.

In effetti il fatto che i criminali possano contare su conversazioni criptate mette in difficoltà le forze dell'ordine che fino a pochi anni fa potevano contare su intercettazioni tecnicamente più semplici da portare a termine; d'altro canto però le alternative sono impraticabili. Rinunciare alla crittografia su una piattaforma da centinaia di milioni di persone significa mettere le conversazioni di tutti questi individui a portata di chiunque abbia i mezzi per spiarle — forze dell'ordine, ma anche regimi repressivi, hacker e altri malintenzionati. La via di mezzo per la quale spingono infine i governi di mezzo mondo — ovvero fornire le chiavi di accesso di queste piattaforme soltanto ai buoni, tenendo fuori i cattivi — non è tecnicamente possibile.