Qualcuno è riuscito a sfuggirgli, altri invece sono ormai imprigionati da tempo: la chat di famiglia può arrivare in ogni momento, creata da uno dei genitori o da un fratello su WhatsApp. In molti devono convivere quotidianamente con le notifiche famigliari della nota applicazione di messaggistica istantanea, dove ci si scambiano messaggi utili e informazioni, ma anche battute e immagini ironiche. Una pratica molto diffusa in Italia e in molti paesi del mondo, anche tra famiglie che difficilmente immaginiamo mentre chattano su WhatsApp. Compresa la famiglia reale inglese, che secondo il The Sun avrebbe creato un gruppo su WhatsApp per comunicare velocemente.

Kate Middleton, William, Harry e Meghan Markle farebbero quindi parte di un gruppo dove parlare in sicurezza tra loro e, magari, usare anche qualche emoji. Una curiosità di certo simpatica che contribuisce ad "umanizzare" l'immagine già molto pubblica dei più giovani eredi della famiglia reale inglese. E che fa sorgere tante domande ironiche, come le ipotetiche emoji preferite dai reali o il nome del gruppo. Un semplice "The Royal Fam" o un titolo più ironico, magari sfruttando qualche soprannome?

Su WhatsApp la famiglia reale si scambierebbe anche un grande numero di messaggi, come spiega una fonte a Us Weekly, "una catena di messaggi" che andrebbe anche a mettere a tacere le voci di una supposta antipatia tra le due duchesse. "Non ci sono litigi tra Meghan e Kate" spiega la fonte. "Magari non sono migliori amiche e non parlano ogni secondo, ma non si odiano a vicenda". Chissà però di cosa parlano nel gruppo e, soprattutto, se qualcuno lo ha "silenziato", come molti fanno nei gruppi di famiglia su WhatsApp. D'altronde quello tra gli eredi non è nemmeno l'unico esempio all'interno della casa Windsor: anche Mike Tindall, marito della figlia della principessa Anna, aveva già confessato che lui, suo ​​fratello e alcuni parenti della moglie, come suo fratello Pete e i cugini, hanno una serie di  gruppi WhatsApp dove spesso "i messaggi sono un po' troppi" aveva raccontato al Daily Mirror.