15 Aprile 2015
08:25

Antitrust UE, al via l’accusa formale a Google per abuso di posizione dominante

Secondo quanto afferma il Financial Times, la Commissione è pronta oggi ad accusare in maniera formale Google per abuso di posizione dominante all’interno del mercato del search. In caso di condanna la multa per il colosso di Mountain View sarà più salata di quella pagata da Microsoft nel 2012.
A cura di Francesco Russo

Solo qualche giorno fa il Wall Street Journal, in base alle sue fonti raccolte, dava la notizia che ormai la Commissione Antitrust dell'UE, guidata dalla danese Margrethe Vestager, era ormai pronta ad aprire l'indagine contro Google, un fascicolo in realtà aperto cinque anni fa. E oggi, secondo invece il Financial Times la Commissione è pronta ad accusare in maniera formale il colosso di Mountain View per abuso di posizione dominante all'interno del mercato del search, un settore in cui Google copre una quota superiore all'80%.

L'accusa formale che sarà avanzata proprio oggi dalla Commissione UE riguarda la violazione delle regole comunitarie sull'antitrust per il fatto che Google ha deviato il traffico web dei suoi rivali verso i suoi servizi. In merito a questa accusa, Google lo scorso anno aveva tentato una soluzione, ma la forte obiezione dei ministri della Comunicazione di Francia e Germania aveva fatto franare la trattativa.

Si è di fronte da oggi al più grande caso di concorrenza sleale che la Commissione si trova ad indagare, dopo quello che ha riguardato Microsoft nel 2012 che è costato alla casa di Redmond una multa da 2 milioni di dollari.

E nel caso in cui si dovesse certificare la violazione, la multa per Google sarebbe molto più salata. Si potrebbe arrivare a quantificarla qualcosa come 6 miliardi di dollari, cioè circa 5,5 miliardi di euro. Una cifra davvero enorme, il triplo di quanto pagato da Microsoft.

L'indagine dunque, nell'aria ormai da molto tempo, arriva nel momento in cui in Europa c'è un forte malcontento verso i grandi players tech americani. Un tempo indicati come idoli o modelli, oggi invece si trovano additati dalle autorità europee per violazione in ambito di concorrenza, in ambito privacy, per no parlare delle diverse agevolazioni fiscali di cui godono e che anche su questa materia l'UE vuole regolamentare.

Il capitolo che si apre oggi è quello conclusivo di un percorso aperto ormai cinque anni fa dal precedente commissario Almunia che di fatto alla fine del suo mandato, lo scorso ottobre, aveva avvisato Google che senza un impegno preciso l'indagine sarebbe stata riaperta. Quell'impegno non c'è stato e la neo commissaria, Margrethe Vestager, dopo un periodo di riflessione sul da farsi, una volta avviato il suo mandato, ha avviato gli opportuni accertamenti. Per arrivare all'atto formale di accusa di oggi.

A questo punto non resta che seguire la vicenda per comprendere quale sarà la posizione che Google vorrà assumere.

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