Le tempistiche dell'uscita dell'app Immuni potrebbero aver contribuito al suo scarso successo: il contagio era momentaneamente sotto controllo e l'Italia si lasciava alle spalle una fase 1 che in molti avrebbero voluto dimenticare per sempre — motivi per i quali gli italiani non si sono esattamente precipitati a scaricare il software sul proprio smartphone. Ora che i numeri dei Covid-19 stanno tornando a salire la piattaforma di concact tracing voluta dal governo potrebbe finalmente realizzare il suo potenziale, ma l'app resta colpita da problema da non trascurare: in molti hanno smartphone troppo vecchi per poterla utilizzare.

Immuni non funziona sugli smartphone vecchi

Le segnalazioni del problema stanno iniziando ad aumentare online man mano che la minaccia di una seconda ondata di contagi inizia a farsi più concreta: l'app — è il problema riportato più frequentemente — non funziona con gli iPhone 6 e con tutti i telefoni Apple meno recenti, dal momento che il sistema operativo non si può aggiornare alla versione richiesta dall'app per funzionare. Purtroppo il problema è ben noto: fin dal rilascio della prima versione, l'app Immuni può essere installata solo su telefoni con sistema operativo Android in versione 6 o superiore, oppure con iOS in versione 13.5 o superiore; tutti i gadget troppo obsoleti per essere aggiornati in tal modo, oppure privi di moduli Bluetooth LE, non possono contare sul contact tracing di Immuni.

Quali sono i telefoni colpiti

Da una parte i telefoni incompatibili con Immuni sono decisamente obsoleti e risalgono ad almeno 5-6 anni fa: se però quelli con sistema operativo Android sono probabilmente diventati inutilizzabili e sostituiti con prodotti più recenti, i costosi iPhone 6 (e precedenti) se tenuti in buono stato possono tranquillamente essere sopravvissuti fino a oggi. Del resto uno smartphone del 2015 resta ancora più che adeguato per una buona fetta di popolazione che non si cura più di tanto di aggiornare smartphone ogni due anni.

Perché Immuni non funziona sui vecchi smartphone

Il problema è che, per tracciare i contatti dei nuovi contagiati, Immuni fa leva su funzionalità che nei telefoni di tutto il mondo sono state introdotte soltanto più di recente. Il bluetooth low energy è diventato una componente di serie su tutti gli smartphone soltanto negli ultimi anni, ma anche dal punto di vista del funzionamento di software e processori Immuni ha delle limitazioni: può rimanere costantemente attivo a schermo spento soltanto grazie a caratteristiche che Apple e Google hanno potuto inserire soltanto nelle ultime versioni di iOS e Android.

Di chi è la responsabilità

L'impossibilità di installare Immuni sui vecchi iPhone e Android dunque non dipende dal governo né tantomeno dalla casa di sviluppo dell'app. Perfino Apple e Google hanno poche responsabilità in merito: gli sviluppatori delle due multinazionali statunitensi anzi hanno fatto quello che hanno potuto per dotare il maggior numero di smartphone di un sistema di tracciamento complesso, ma che fosse contemporaneamente rispettoso della privacy e facile da utilizzare. Il risultato è la piattaforma software sulla quale si basa Immuni, fondamentale per il funzionamento, ma che però taglia fuori tutta la popolazione meno interessata agli ultimi smartphone in commercio.