apple iphone

Apple non sembra aver preso bene l'accusa di alcuni ricercatori di Google, che la scorsa settimana hanno rivelato una falla nel sistema degli iPhone che ne avrebbe compromesso la sicurezza per due anni. L'azienda di Cupertino ha rilasciato un comunicato sul suo sito ufficiale nel quale accusa Google di aver alimentato ingiustamente la paura nei clienti della mela, spingendoli a credere che i loro dispositivi fossero stati compromessi. Secondo Apple, l'annuncio dei ricercatori di Google mancava di alcuni elementi chiave che lo avrebbero posizionato su un piano meno drammatico rispetto a come è stata lanciata la notizia.

"L'attacco sofisticato si concentrava in maniera molto specifica e non era un exploit di massa degli iPhone" si legge nella nota di Apple. "L'attacco ha afflitto meno di una dozzina di siti web focalizzati sulla comunità Uighur". La falla riguardava infatti la possibilità di colpire alcuni iPhone attraverso l'utilizzo di portali infetti, ai quali gli utenti dovevano collegarsi per poter essere colpiti. "Ulteriori rapporti hanno rivelato che questi siti colpivano anche Windows e Android, ma Google non ha specificato questo elemento" prosegue la nota polemica della mela. "Tutte le prove indicano che questi attacchi sono stati operativi per un breve periodo di tempo di circa due mesi e non due anni come suggerisce Google".

Apple ha comunque risolto la falla di sicurezza lo scorso febbraio, 10 giorni dopo averne appreso l'esistenza. "Quando Google ce l'ha notificata, stavamo già risolvendo il bug" continua la nota. "La sicurezza è un viaggio senza fine e i nostri clienti possono essere confidenti del fatto che stiamo lavorando per loro. I nostri team di sicurezza in tutto il mondo lavorano costantemente per introdurre nuove protezioni e patch per le vulnerabilità appena vengono individuare. Non finiremo mai il nostro lavoro instancabile per mantenere i nostri utenti al sicuro".