A partire da oggi la diffusione del coronavirus nel nostro Paese ha costretto gli italiani a una condizione di isolamento senza precedenti. Fatta eccezione per una ristretta cerchia di esercizi — tra i quali figurano gli alimentari e le farmacie — i negozi e le attività commerciali sono per la maggior parte chiusi. Gli Apple Store non fanno eccezione: la notizia della loro chiusura in tutto il Paese sta facendo il giro delle testate specializzate in tutto il mondo per via dell'impatto che la misura avrà sui conti dell'azienda, ma di fatto i proprietari di iPhone che dovessero trovarsi nella malaugurata necessità di doverlo riparare urgentemente avranno comunque la possibilità di farlo.

Nonostante la chiusura dei negozi sul nostro territorio, la casa di Cupertino ha infatti mantenuto attivi i servizi di assistenza e riparazione accessibili dal proprio sito web. Tramite queste procedure è possibile mettersi in contatto con l'assistenza e — in alcuni casi — far ritirare il proprio iPhone a domicilio affinché venga rimesso in sesto nei centri specializzati del gruppo e rispedito a pochi giorni di distanza.

In casi più estremi una soluzione è contenuta nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri annunciato ieri e valido a partire da oggi, 12 marzo 2020. All'interno del documento — oltre alla definizione delle attività sospese almeno fino al 25 marzo — viene infatti specificato anche a quali tipologie di esercizi commerciali sia consentito di rimanere in attività, e tra questi sono inclusi i negozi dediti al "commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni in esercizi specializzati". La dicitura, pur escludendo le grandi catene e i negozi dedicati genericamente all'elettronica di consumo, include i negozi di telefonia.

Per far riparare il proprio iPhone o ricevere assistenza al riguardo sarà dunque sufficiente recarsi in uno di questi negozi, accertandosi prima di due cose: che l'attività di assistenza sia autorizzata da Apple e soprattutto che abbia deciso di rimanere aperta dopo i provvedimenti di questi giorni, dal momento che molti esercenti in effetti potrebbero decidere di tenere le saracinesche abbassate per risparmiare sui costi di gestione durante giornate in cui l'affluenza di pubblico è prevista ai minimi.

In ultimo una raccomandazione: in questi giorni di isolamento è obbligatorio rimanere nella propria abitazione salvo casi di comprovata necessità. Uno smartphone che non funziona più può impedire di rimanere in contatto con familiari e datori di lavoro, oppure di svolgere il proprio lavoro in modalità smart working, ma uno schermo incrinato dovrà aspettare tempi migliori per la riparazione.