Tenere costantemente sotto controllo i propri parametri vitali tramite un dispositivo indossabile può essere un concetto inquietante per i più attenti alla privacy, ma allo stesso tempo sistemi simili possono effettivamente aiutare a rilevare condizioni di salute potenzialmente pericolose. A raccontarlo del resto ci sono ormai numerosi casi di persone salvate o aiutate da dispositivi come Apple Watch, che proprio per il suo grado di diffusione è spesso protagonista di vicende simili; l'ultimo riguarda Skylar Joslin, un giovane giocatore di football statunitense di 13 anni che è stato improvvisamente allertato dal suo Apple Watch di avere un battito cardiaco superiore alla norma, di ben 190 battiti al minuto.

Il caso risale al 2018 ma è stato raccontato dai protagonisti in questi giorni per cercare di diffondere il più possibile la consapevolezza del fatto che dispositivi simili possono migliorare o salvare la vita di chi li utilizza. Il ragazzo, che al momento si trovava a scuola, ha avvisato immediatamente la madre che è passata a prenderlo per portarlo in ospedale dove gli è stata effettivamente diagnosticata una condizione di tachicardia sopraverticolare.

Il ritmo cardiaco del ragazzo è arrivato poi a toccare i 280 battiti al minuto nelle ore successive, ma in breve tempo è stato sottoposto a un intervento chirurgico di ablazione cardiaca da 7 ore e mezza —  il primo di una serie di interventi con l'intento di correggere l'anomalia alla base del problema. Se non trattata, la condizione può in effetti può passare inosservata per diverso tempo, soprattutto senza strumenti di controllo adeguati; con il tempo può però arrivare a indebolire il sistema cardiocircolatorio di chi ne è affetto. Gli interventi ai quali è stato sottoposto Skylar stanno risolvendo il problema, consenendogli di tornare a praticare il suo sport preferito.