Ormai sono sempre più numerosi i marchi famosi della grande distribuzione che finiscono protagonisti inconsapevoli di truffe telematiche perpetrate a loro nome. Dopo Decathlon, Conad e Carrefour, l'ultimo nome che in questi giorni viene utilizzato come veicolo per potenziali raggiri è quello di Unieuro, in una truffa via SMS e web nella quale il mittente si finge proprio la catena di negozi di elettronica promettendo premi che in realtà non esistono allo scopo di collezionare dati sensibili dalle vittime. Ad informare il pubblico è stata anche la stessa Unieuro, che in un messaggio diramato in queste ore ha spiegato le modalità con la quale viene perpetrata la truffa.

Si tratta di modalità simili a quelle alla base di tutte le truffe di questo genere. Il mittente irretisce le vittime con la promessa di un premio, chiedendo loro di cliccare un link per riscuoterlo; in alcune varianti dell'inganno viene chiesto alla vittima di confermare le proprie credenziali per evitare che un pacco a lei destinato (ma che in realtà neppure esiste) venga rispedito al mittente. A seconda del contenuto, il messaggio può essere diramato via SMS o attraverso piattaforme di messaggistica istantanea, oppure risiedere su una pagina web o su un social network. L'effetto desiderato è comunque il medesimo: puntare sul desiderio della vittima di approfittare di un'occasione o di evitare un inconveniente per spingerla al clic. In entrambi i casi il collegamento proposto porta a una pagina creata ad hoc dai truffatori per rimandare al marchio Unieuro e instillare così nella vittima un falso senso di sicurezza. All'interno della pagina si trova effettivamente un modulo da compilare, ma i dati inseriti vengono utilizzati da chi ha organizzato il raggiro per tentare di carpire dati di accesso a servizi online.

Come sempre per difendersi da questo tipo di truffe basta una sana dose di scetticismo e diffidare dell'effettiva esistenza di fantomatici premi o pacchi inattesi. Per chi volesse concedere a questi messaggi il beneficio del dubbio, vale il solito: informarsi online o, ancora meglio, telefonare o scrivere direttamente ai soggetti chiamati in causa dalle comunicazioni ricevute. Unieuro ad esempio dispone di un servizio di assistenza clienti raggiungibile via chat, email o telefono, ma il discorso vale per tutte le società che potrebbero in futuro trovarsi al centro di raggiri simili.