La pandemia da coronavirus ha avuto un impatto significativo sulle condizioni economiche di molti individui e famiglie in tutto il Paese. Per questo risulta particolarmente odiosa e pericolosa una truffa online che sta tornando a circolare in questi mesi sia via email che attraverso social network e siti di annunci: nel raggiro i truffatori fanno circolare attraverso questi mezzi dei messaggi che promettono prestiti facili e sostanziosi, ma finiscono con il chiedere alle vittime irretite delle costose commissioni che si traducono inevitabilmente in soldi persi per sempre.

Secondo le ultime segnalazioni la truffa dei prestiti sta circolando principalmente via email, attraverso messaggi non privi di errori grammaticali e di espressioni in inglese non tradotte che dovrebbero già sollevare qualche dubbio sulla loro autenticità. Generalmente le missive si aprono tutte rivolgendosi al destinatario in questo modo: "Desideri beneficiare di un credito per la realizzazione dei tuoi progetti, per intraprendere le tue attività; Costruzione delle vostre case; Casa o appartamento in affitto; Buying House". Il messaggio prosegue con la presentazione del finto soggetto disposto a erogare il prestito, che può essere un facoltoso privato con un "capitale considerevole" a disposizione oppure direttamente un istituto bancario.

Il denaro promesso varia a seconda del messaggio: si parte solitamente da 3.000 euro, ma i truffatori non mettono troppi freni alla fantasia e in alcuni casi salgono anche oltre ai 7 milioni e mezzo. Stando ai messaggi truffaldini lo scopo dell'operazione è "aiutare tutte le persone in difficoltà finanziarie o che desiderano avere un prestito a breve termine", motivo per cui il tasso di interesse del prestito è sempre basso e solitamente si attesta al 2 o al 3 percento, "a seconda dell'importo desiderato". L'invito al destinatario è ad approfittare dell'offerta e ricontattare il mittente per maggiori informazioni.

Lo stesso testo è diffuso anche attraverso siti di annunci e social network come Facebook — con poche variazioni all'interno, ma sempre con il medesimo scopo: convincere chi lo legge a mettersi in contatto con i truffatori. Come riportano denunce passate, l'operazione non si risolve però mai a buon fine. Chi organizza il raggiro infatti richiede sempre alle vittime di anticipare dei fantomatici costi di commissione: si tratta di poche centinaia o migliaia di euro a fronte della promessa di un prestito ben più sostanzioso, che dunque in alcuni casi vengono pagati nelle metodologie suggerite negli scambi di messaggi; quei soldi però finiscono direttamente nelle tasche dei truffatori, senza che le vittime ne abbiano alcun beneficio.