Bitcoin, la moneta virtuale è davvero sicura?
La crisi economica che sta interessando l'intera Europa è ormai un dato di fatto. Difficoltà nella vita quotidiana e aumento esponenziale della disoccupazione, risultano ormai notizie all'ordine del giorno. Proprio su questa incontenibile situazione in molti si erano spinti dal 2009 ad investire il proprio denaro nella nuova moneta virtuale, la cosiddetta Bitcoin, escogitata da un anonimo conosciuto come Satoshi Nakamoto. Anche per la moneta web però la crisi potrebbe avere delle importanti conseguenze.
La moneta non reale sembrava poter permettere ai consumatori di aggirare la crisi reale, creando potenzialmente una moneta parallela a quella dell'euro. Oltretutto quello che è possibile, e lo era qualche anno fa alla sua uscita, permette di acquistare qualsiasi tipo di bene, chiaramente online, proprio come avviene con l'euro. Automobili usate, programmi per i pc, gadget di ogni tipo e molto altro ancora. Le eccessive richieste della nuova Bitcoin però sembrano aver messo a dura prova il mercato realizzato ad hoc proprio per le nuove monete virtuali, conosciuto come Mt. Gox, il quale ha quindi avuto un vero e proprio blackout, questa mattina, come può avvenire anche nei mercati reali ed ufficiali.
Il valore negli ultimi giorni era aumentato vertiginosamente raggiungendo quota 145 dollari per poi diminuire a 117 dollari proprio dopo il blocco. Una notizia che non può che portare gli investitori alla massima preoccupazione, visto anche che il valore della Bitcoin è proporzionale in modo diretto in base alla copertura mediatica, quindi più se ne parla e maggiore è il valore stesso della moneta virtuale. La preoccupazione è chiaramente indirizzata alla sicurezza dell'intero sistema che potrebbe crollare e con esso anche i risparmi degli investitori. Ma se per il blocco di Bitcoin non sembrerebbe plausibile l'attacco di hacker come causa, per quello di Instawallet, uno dei maggiori ntermediari della moneta, invece potrebbe ricondurre proprio ad una violazione del database degli iscritti con tanto di dati di accesso trafugati, dovuto ai cyber hacker.
Il sistema creato per far fronte in qualche modo alternativo alla crisi dell'euro sembra dunque portare ad un punto ben preciso. Quello di realizzare il prima possibile una legislazione in materia che permetta di vietare o sanzionare la riproduzione, illegale, della Bitcoin. Gli utenti che avevano creduto molto in questa nuova via di uscita alla crisi, fondamentalmente legale, sono oggi sempre più preoccupati di questa nascente economia digitale che senza regole e controlli potrebbe creare un vero circolo vizioso minaccioso per l'intera Europa e non solo.