In questi giorni in molti stanno ancora parlando di Bandersnatch, il primo film della serie distopica in salsa tech Black Mirror nonché il primo lungometraggio interattivo disponibile su Netflix. Qualcuno ha lodato l'opera e altri l'hanno criticata, ma per Netflix Bandersnatch potrebbe non essere stato solo una nuova tipologia di contenuto da offrire ai suoi spettatori, ma anche un metodo di indagine sui loro gusti e le loro preferenze. In molti online hanno fatto notare come la struttura a bivi del racconto — nella quale lo spettatore prende decisioni fondamentali per il suo sviluppo ma anche di carattere puramente accessorio — si sposa con uno dei fattori che hanno determinato il successo di Netflix: l'impressionante meticolosità con la quale la piattaforma si serve degli input dei suoi iscritti per offrire loro un servizio migliore.

Già da tempo ad esempio Netflix raggruppa i suoi contenuti in microgeneri, categorie decisamente specifiche come "drammi storici acclamati dalla critica" per proporli in modo chirurgico agli utenti che in precedenza hanno guardato contenuti per certi versi simili; anche le immagini che accompagnano i riquadri dei titoli variano per ogni account e sono pensate per fare presa sulla tipologia di spettatore che Netflix pensa di avere davanti a sé. I più di 130 milioni di utenti Netflix in tutto il mondo insomma manifestano ogni giorno preferenze, lasciano a metà film o si lanciano in visioni doppie e triple dei contenuti più gettonati: tutti questi dati vengono utilizzati dal gruppo per tracciare profili generici dei propri spettatori e, sulla base di questi ultimi, compiere scelte che riguardano non solo l'interfaccia grafica delle app e del sito, ma anche l'acquisto o la creazione di nuovi contenuti.

Con opere come Bandersnatch, Netflix ha il potere di spingersi oltre. Proponendo una scelta apparentemente innocua come quella tra due tracce musicali, il gruppo sonda le preferenze di un campione da milioni di persone. Altre decisioni che influenzano più pesantemente la trama possono invece rivelare da quale tipologia di sviluppo narrativo si sentono più attratte diverse fasce demografiche di utenti. Quest'ultima categoria di informazioni può avvantaggiare direttamente Netflix nello scegliere con più precisione su quali contenuti puntare in futuro, ma la prima non è meno preziosa, anzi: permette di creare profili generici e anonimi della propria base di spettatori e associarli a preferenze specifiche nell'ambito di prodotti commerciali ben precisi. Il gruppo potrebbe utilizzare pacchetti del genere per operazioni di product placement mirate, o scambiarli con altre aziende interessate alla vendita di prodotti.

Niente di tutto ciò è ancora realtà, almeno per il momento, ma in linea di principio è tutto possibile: Bandersnatch potrebbe insomma non rivelarsi un semplice esperimento in fatto di narrazione ramificata, ma un primo tentativo di sondaggio interattivo di massa.