Soltanto pochi giorni fa Blizzard aveva sospeso un giocatore professionale di Hearthstone per aver espresso opinioni a supporto del manifestanti di Hong Kong: la decisione ha provocato a sua volta un malcontento generale da parte degli altri giocatori ed è stata parzialmente revocata, ma in queste ultime ore la società ha dimostrato di non aver fatto del tutto tesoro di quanto accaduto. Stando a quanto riportato da Vice Games, Blizzard ha infatti bandito dalle competizioni altri tre giocatori del popolare titolo per una motivazione simile: aver mostrato un cartello di sostegno ai protestanti nel corso di un torneo ufficiale.

Inizialmente i giocatori sono stati semplicemente sospesi senza ricevere alcuna comunicazione dalla società, che è arrivata soltanto con diverse ore di ritardo. Stando all'email ripubblicata da uno dei membri del team di Hearthstone colpito dal provvedimento, quest'ultimo avrebbe mancato di sportività e professionalità in quanto, secondo il regolamento, "i partecipanti ai tornei non possono comportarsi in modo offensivo, ingiurioso, derisorio nei confronti di gestori o partecipanti al torneo, né essere causa di distrazione o incitare altri a comportarsi in tal modo".

La chiave della vicenda sta nel contenuto del cartello mostrato, che recita "Hong Kong libera, boicotta Blizzard" e che è valso agli autori una squalifica di 6 mesi dalle competizioni ufficiali, organizzate direttamente da Blizzard o da aziende terze; si tratta della stessa punizione inflitta pochi giorni fa a Chung “Blitzchung” Ng Wai, l'altro giocatore professionista che aveva manifestato la propria posizione anti cinese durante una gara. Stando a Blizzard però la Cina non c'entra: nel corso della vicenda dei giorni scorsi la società del resto era già stata molto chiara sul fatto che i suoi rapporti con il Paese asiatico non avessero a che vedere con le decisioni prese. A sostenerlo era sceso in campo perfino il presidente del gruppo, senza risultare però troppo convincente nei confronti della comunità di giocatori.