Lotta di classe e videogiochi? Il binomio può sorprendere ma esiste. Recentemente Fallout 76, titolo di stampo post-apocalittico mutiplayer online, sviluppato e pubblicato da Bethesda a ottobre 2018, è ritornato dentro l'occhio del ciclone. Sul finire dello scorso mese, la software house americana ha lanciato l'abbonamento Fallout 1st, riservato ai giocatori di Fallout 76 che vogliono avere contenuti esclusivi, tra cui un server privato in cui esplorare le montagne del West Virginia deturpate dall'olocausto nucleare senza l'intrusione casuale di altri giocatori, e una quantità di atomi (valuta del gioco che si ottiene superando le missioni o acquistandola con moneta reale) da spendere nel negozio di gioco, più altri contenuti estetici. La spesa richiesta per far parte di questo esclusivo mondo è di 15 euro al mese o 120 euro all'anno. L'idea di Fallout 1st non è però piaciuta alla community degli utenti, vedendo nella nuova mossa di Bethesda un tentativo di monetizzare attraverso la divisione dei videogiocatori.

Tale divisione ha preso piede nel gioco, tra chi non vuole sottoscrivere l'abbonamento e chi sì. Questo ha portato alla lotta di classe di Fallout 76, con gruppi di giocatori contrari a Fallout 1st che attaccano i gruppi di iscritti. Spesso gli assedi sono organizzati nei forum come Reddit, il punto di riferimento principale per gli utenti videoludici, con "proletari" di Fallout 76 che architettano assedi per uccidere, derubare e soprattutto insultare i "borghesi" di 1st. Ciò ha portato anche a uno stravolgimento del titolo di Bethesda, pensato più come un gioco cooperativo, in cui superare insieme ai giocatori incontrati online le diverse missioni su cui si regge l'atmosfera atomica di Fallout. Il PvP, lo scontro tra giocatori, è consentito, ma non incentivato. Con la lotta di classe generata da Fallout 1st pare che quest'ultimo approccio si sia diffuso. Se tutto questo dovesse già sorprendere, il fenomeno ha preso nuovi risvolti. Circa 300 videogiocatori abbonati al servizio premium di Bestheda si sono uniti nella Apocalyptic Aristocracy, un'aristocrazia apocalittica, per rispondere agli insulti e agli attacchi degli altri giocatori. Persino l'estetica di chi appartiene al gruppo è stata scelta appositamente per dare un'idea di elitarismo. La software house non è ancora intervenuta ufficialmente, ma data la piega che sta prendendo la situazione, è facile ipotizzare presto una sua iniziativa a riguardo.

Lo sfortunato Fallout 76

Sin da prima della sua uscita, Fallout 76 è stato messo alla berlina dagli utenti. In primis per la sua natura multiplayer online, che va a stravolgere la struttura single-player da RPG (Role-Playing Game) che ha caratterizzato la serie sin dal suo esordio, avvenuto nel 1997. In seguito, con l'uscita, sono venuti fuori tutti i limiti tecnici che caratterizzano il titolo, diventato famoso nel panorama videoludico per i frequenti errori del sistema (bug) riscontrabili in maniera massiccia durante le partite. Per tale ragione Fallout 76 è stato accolto con molte riserve sia dalla critica specializzata che dal pubblico. Non certo un esordio coi fiocchi per un titolo che aveva l'ambizione di mostrare un nuovo modo di raccontare l'apocalisse nucleare del mondo di Fallout. A tutto questo si sono aggiunte, successivamente, le microtransazioni per acquistare gli atomi online, e l'abbonamento Fallout 1st. Fallout 76 è stato un titolo sfortunato da prima della sua pubblicazione. Sfortunato non perché non compreso dagli utenti, ma perché le politiche adottate da Bethesda non si sono rivelate giuste all'interno di una serie molto cara a una grossa nicchia del pubblico videoludico.