Charli D'Amelio è la tiktoker più seguita al mondo ed è ormai diventata una celebrità a 360 gradi tra i più giovani. Il suo seguito conta più di 100 milioni di persone tra le quali alcune negli ultimi mesi si sono però convinte che dietro al successo del loro idolo si nasconda una storia di abusi e costrizioni. Chi sostiene la tesi si è recentemente unito dietro all'hashtag #SaveCharli: secondo questa fetta di fan, i genitori di Charli la costringerebbero a pubblicare contenuti online a ritmi eccessivi, arrivando a minacciarla verbalmente e fisicamente. Finora però non esistono prove di quanto viene affermato.

I genitori di Charli, Marc e Heidi D'Amelio, sono diventati personalità influenti fin da quasi l'inizio della carriera folgorante della figlia. I fan li conoscono quasi quanto conoscono la sorella maggiore di Charli, Dixie, e loro stessi saranno protagonisti insieme alle figlie di un reality show con l'intera famiglia al centro. Da qualche mese però i due sono finiti al centro di pesanti critiche, accusati in particolar modo di lucrare sulla popolarità delle due ragazze e anzi di essere i primi a spingerle nella loro carriera per mantenere uno stile di vita agiato. Charli è intervenuta il mese scorso con un TikTok nel quale difendeva i genitori, definendoli i migliori al mondo e pregando i fan di smettere di diffondere dicerie false sul loro conto.

L'appello non è servito. Negli ultimi contenuti pubblicati su TikTok, alcuni fan di Charli hanno adottato l'hashtag #SaveCharli: nelle clip si arriva a denunciare abusi fisici che si sarebbero verificati addirittura nel dietro le quinte di alcuni video. Nelle clip utilizzate come indizi vengono evidenziati elementi provenienti da tiktok di Charli, che però in realtà non provano nulla: dove gli accusatori vedono strattoni, in realtà si possono solo osservare pixel e ombre in movimento che potrebbero rappresentare qualunque cosa.

Marc D'Amelio è intervenuto in persona commentando uno di questi video e ammonendo l'autore della gravità delle sue accuse; da quel momento si sono scatenate reazioni incontrollate da parte degli utenti e destinate a non arrestarsi: l'hashtag si è diffuso su TikTok con la medesima velocità con la quale gli algoritmi promuovono i contenuti potenzialmente virali: ad oggi i video legati al tema e categorizzati con #savecharli sono stati visti più di 200 milioni di volte.