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Chatroulette al centro del dibattito a LeWeb ’10: cosa ne è venuto fuori?

Da palcoscenico di LeWeb’10, Gary Vaynerchuck dichiara che Chatroulette non viaggia al massimo delle sue potenzialità per una ragione ben precisa.
A cura di Anna Coluccino
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Avete presente Gary Vaynerchuk? Classe 1975, inventore del podcast tv.winelibrary.com? Bene. Se lo conoscete saprete che stiamo parlando di un uomo piuttosto fuori dagli schemi: sboccato, informale, talvolta scontato, ma di sicuro talento. Se non avete ancora avuto il piacere di imbattervi nel suo nome, da oggi ne saprete un po' di più. Vaynerchuk è un uomo che gode di un successo crescente, ormai praticamente affermato, tanto che -nel corso dell'edizione 2010 di LeWeb conclusasi ieri a Parigi– è stato invitato a salire sul palcoscenico in qualità di relatore/intervistato.

L'intento degli organizzatori era quello di indagare i segreti che sottendono la brillante carriera di questo self-made man, ma, come sempre accade, si è finiti a discutere di tutt'altro. E di una argomento in particolare: Chatroulette, il sito di video-chiacchiera random che quest'anno ha conquistato il titolo di parola più ricercata al mondo. Nel corso del suo intervento a LeWeb'10, Gary Vaynerchuk ha dichiarato: "Chatroulette non funziona come potrebbe perché c'è un'enorme quantità di peni. Se Chatroulette usasse Facebook Connect la gente si terrebbe addosso i pantaloni". La citazione, ovviamente, è testuale.

Dopo qualche secondo, necessario a smaltire la sorpresa per questa colorata espressione, tutti i siti specializzati, i giornalisti e gli addetti ai lavori hanno pensato (detto e scritto): questa sì che è un'idea. E in effetti, pensateci bene. Se Chatroulette utilizzasse Facebook Connect le persone chatterebbero con i loro veri nomi, e dovrebbero assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Ora, se è vero che una scelta del genere tradirebbe, da un lato, lo spirito del sito, è pur vero che, dall'altro, lo libererebbe dai pervertiti, consentendogli di costruire il suo successo su basi più solide.

Insomma, forse è il caso che Andrey Ternovskiy, il giovanissimo inventore di Chatroulette, prenda in considerazione il suggerimento di Vaynerchuk, o che -se non altro- dia un'occhiata all'intervento del creatore di WineLibrary, quantomeno ne ricaverebbe qualche minuto di puro divertimento.

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