29 Agosto 2016
18:17

Che cosa ha detto Mark Zuckerberg nel Q&A con gli studenti della LUISS

Si è da pochi minuti concluso l’intervento del fondatore di Facebook Mark Zuckerberg che dall’università di Roma LUISS Guido Carli ha risposto alle domande di numerosi studenti intervenuti all’evento.
A cura di Matteo Acitelli

Si è da pochi minuti concluso l'intervento del fondatore di Facebook Mark Zuckerberg che dall'università di Roma LUISS Guido Carli ha risposto alle domande di numerosi studenti intervenuti all'evento. Il "Townhall Q&A with Mark" si è aperto con un pensiero alle vittime del terremoto che ha permesso al CEO della popolare piattaforma di parlare dello strumento di Facebook Safety Check, attivato per la prima volta in Italia proprio in seguito al violento terremoto che ha colpito il centro Italia:

"Quando ho saputo del terremoto sono stato molto triste, la prima reazione è stata chiedersi se c'era una qualsiasi cosa da fare per aiutare. Ci siamo chiesti cosa può fare Facebook e la cosa più importante è il nostro Safety Check, con il quale ogni volta che c'è un terremoto un attacco terroristico si può far sapere ai propri amici che si sta bene. Ma volevamo fare di più e così abbiamo iniziato a lavorare con la Croce Rossa. Abbiamo donato 500mila dollari e messo a loro disposizione la piattaforma di Facebook per tutto quello che possa servire".

Restando in tema terremoto Zuckerberg ha nominato l'iniziativa proposta da numerosi ristoratori in tutta Italia che in questi giorni stanno donando un euro per ogni piatto di amatriciana venduto, un'iniziativa che ha potuto coinvolgere migliaia di ristoratori in tutto il mondo proprio grazie a Facebook: "Mi ha colpito un ristorante che ha postato suo profilo Facebook l'informazione che per ogni piatto di amatriciana venduto darà un euro ai terremotati. Lo stesso ristoratore ha anche invitato gli altri locali a fare lo stesso ed ora oltre 700 ristoranti hanno aderito all'iniziativa, questo mostra le potenzialità della nostra piattaforma".

Subito dopo Zuckerberg, rispondendo alla domanda di uno studente presente in sala, ha parlato del progetto Aquila, il drone in grado di portare internet in tutto il mondo: "Ci sono molte persone che hanno cellulari, ma non rete. Così abbiamo pensato di sviluppare un aereo in grado di volare sopra i villaggi per portare l'accesso a Internet". Altro problema riguarda il costo dell'accesso alla rete, per molte persone del mondo troppo elevato: "Dobbiamo trovare una soluzione per rendere Internet meno costoso".

Spazio anche alla realtà virtuale, uno dei prodotti sui cui l'azienda di Menlo Park punta maggiormente per i prossimi anni. Dopo l'acquisizione della Oculus, infatti, Zuckerberg ed il suo team sono al lavoro per sviluppare nuove soluzione in questo campo: "Saranno le piattaforme sociali più forti che siano mai esistite, in cinque o dieci anni arriveremo a un punto in cui potremo avere calore famigliare a distanza".

Tornando a parlare dello strumento Safety Check, Mark Zuckerberg spiega che gli ingegneri dell'azienda stanno lavorando al fine di migliorare lo strumento così da permettere in futuro di farlo attivare direttamente dagli utenti: "Giudichiamo il successo di una piattaforma come Facebook non solo dalle interazioni o dalle foto ma da quanto è forte la nostra community in queste situazioni. Il prossimo passo sarà permetterne l’avvio autonomo e integrarlo alla ricerca dei bambini scomparsi o nella prevenzione dei suicidi. La community dovrà aiutarsi".

In risposta ad una domanda Mark sottolinea uno degli elementi fondamentali per il successo di un impresa, la squadra: "La miglior cosa fatta al mondo non sarà mai merito di un’unica persona, bisogna circondarsi di risorse da cui si può imparare molto e che non mollano mai. Senza avere paura di chi ha talento e competenze diverse dalle nostre. Migliaia di persone lavorano per Facebook, la mia impresa funziona perché ci compensiamo tra di noi". E alla domanda "Come sta tua figlia?" Mark Zuckerberg si commuove: "Max mi manca. Questo è il viaggio più lungo che faccio senza di lei. Nulla mi ha mai reso più felice di lei".

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