Chi pratica un esport solitamente deve rimanere seduto davanti a uno schermo per diverse ore ogni giorno, ma questo non è necessariamente sinonimo di uno stile di vita sedentario. Secondo lo studio The Association between Esports Participation, Health and Physical Activity Behaviour partito dai ricercatori della Queensland University of Technology, in Australia, questa particolare categoria di videogiocatori non è per forza di cose legata a problemi del genere, anzi. Stando ai risultati della ricerca pubblicata sull'International Journal of Environmental Research and Public Health, il 21 percento del pubblico preso in esame dalla ricerca ha mostrato una forma fisica migliore rispetto a quella della media delle persone comuni.

I ricercatori hanno svolto un'attività di sondaggio su 1.400 videogiocatori di titoli competitivi a livello amatoriale e professionistico sparsi in 65 Paesi nel mondo con lo scopo di ottenere un campione globale di informazioni come l'indice di massa corporea, o BMI; questo dato ha fatto registrare dal 9 al 21 percento di probabilità di risultare più sano a quello di un campione equivalente composto da non videogiocatori. In generale la percentuale di chi fa esport e rimane all'interno del proprio peso forma è risultata più alta rispetto a quella della restante popolazione, ma non mancano esempi di giocatori con obesità.

Risultati simili non dovrebbero sorprendere: nelle attività di allenamento di un atleta virtuale di alto livello è compresa anche l'attività fisica, anche se questo vale maggiormente per chi compete in modo meno saltuario. Questa categoria di videogiocatori può arrivare ad allenarsi anche quattro volte a settimana, sia per contrastare gli effetti di una intensa attività da seduti che per mantenere un corpo perfettamente reattivo agli stimoli: il 10 percento dei giocatori migliori interpellati dai ricercatori è infatti risultato più in forma del restante 90 percento.

Oltre all'indice di massa corporea, anche altri parametri raccolti dai videogiocatori di esport riconducono a uno stile di vita generalmente più sano rispetto alla media. I videogiocatori intervistati ad esempio si astengono maggiormente dal bere alcolici tutti i giorni e dal fumare: lo fanno rispettivamente soltanto lo 0,5 percento e il 3,7 percento del campione. Per il capo ricercatore Michael Trotter questi numeri contrastano con lo stereotipo del videogiocatore sovrappeso e dalla salute a rischio che tanto circola soprattutto offline; d'altro canto però i numeri riportati si riferiscono solamente al circuito dei giocatori competitivi.