Sorriso stampato sulle labbra, come da contratto, e occhi che urlano di disperazione. Lui è Hide the Pain Harold, soprannome nato da un modello di foto stock, ed è diventato uno dei meme più famosi del mondo proprio grazie al suo sorriso (volutamente) forzato e a decine di migliaia di post realizzati con una delle sue foto.

La storia di Hide the Pain Harold, chi è l'uomo dei meme

Avrebbe voluto sicuramente diventare famoso per i suoi progressi scientifici ma gli è bastato il suo sorriso. L'uomo che si nasconde dietro ai meme di Hide the Pain Harold è András Arató, un ingegnere ungherese che ha scoperto di essere diventato l'idolo del web proprio nel corso di una conferenza sull'illuminazione. Classe '45 e laurea in Ingegneria Elettrica, la popolarità di Arató è dovuta inizialmente agli utenti di VK (il Facebook russo), social network dove ha rivelato la sua identità nel 2016 per poi diventare un vero e proprio idolo.

Ma storia che si nasconde dietro al meme è iniziata ben 9 anni fa, quando l'ingegnere ungherese si è recato in vacanza in Turchia. È proprio nel corso della sua vacanza che Arató decise di pubblicare una serie di selfie scattati nei luoghi visitati, che furono notati da un fotografo in cerca di un modello che lo contattò.

“Ho fatto alcuni selfie, come chiunque altro. All’epoca Facebook non era molto usato, ma c’era un sito della comunità ungherese in cui li ho caricati" – ha raccontato l'ingegnere all'Indipendent – "Un fotografo alla ricerca di qualcuno con il mio aspetto mi ha trovato e mi ha chiesto se volevo essere il suo modello. Le foto di prova erano considerate buone e sono tornato più volte a posare”.

E così, alla fine di una conferenza che aveva tenuto in un'Università, Arató fu avvicinato da due studenti che gli chiesero una foto. Inizialmente l'ingegnere pensò che il merito fosse da attribuire al suo discorso, ma solo dopo si rese conto che il motivo di tutta questa "fama" era dovuto ad un'altra cosa: il meme Hide the Pain Harold.

Dopo l’episodio dei due studenti che gli hanno chiesto un selfie, Arató ha voluto vederci chiaro: “Ho fatto una ricerca inversa tramite Google Immagini. All’inizio ho visto solo normali foto d’archivio dove ero un dottore o un avvocato o un professore o qualcosa del genere" – ha spiegato – "Alcuni mesi dopo ho trovato la mia prima foto di meme su un sito americano. All’inizio era scioccante, ero molto sorpreso, c’erano alcuni testi davvero divertenti e mi piacevano, ma c’erano anche alcuni brutali che non lo erano affatto”. “All’inizio volevo fermarlo" – continua – "ma è impossibile, se la tua faccia si è diffusa su internet non puoi farci niente, puoi chiudere un sito ma ne appariranno tre nuovi.”

Come è cambiata la vita di András Arató

Inutile dire che dopo il successo dei suoi meme, la vita di Arató è cambiata profondamente. Ingegnere elettronico per svariati anni, il Dott. Arató è stato anche Vicepresidente della Hungarian Lughtning society, nonché una personalità molto nota nell'ambiente scientifico. Ma la fama dei suoi studi non potrà mai essere paragonata a quella del suo meme, che l'ha portato in ambienti ben distanti da quelli universitari e l'ha ormai reso un vero e proprio VIP.

“Spesso vengo riconosciuto, sopratutto dai giovani. Certe volte capita che, viaggiando in metropolitana o camminando per strada, la gente mi chieda di scattarsi una foto con me" – racconta – "Capita anche quando sono fermo ai semafori rossi: spesso, se mi si affianca una macchina, l'autista mi chiede di fermarmi per farsi un selfie con me".

Hide The Pain Harold: da meme al mondo del calcio e dei video musicali

Nonostante la sua fama gli abbia totalmente precluso la carriera di "modello", la viralità del suo volto e del suo sorriso in grado di trasmettere una sorta di "angoscia esistenziale", lo hanno portato ad essere la guest star di un video musicale dei Cloud 9+, una band ungherese che ha intitolato il brano proprio "Hide The Pain", e ad essere il protagonista di una campagna pubblicitaria del Manchester City. Una sorta di "video-documentario" dove il Sig. Meme visita la città e prima di entrare allo stadio decide di acquistare una maglietta del City con il numero 10 e la scritta del suo nome (d'arte) Harold. Poi cappellino, felpa e via all'Ethiad, con tanto di tamburo sugli spalti.

Un'esperienza indimenticabile per l'ungherese, che dopo essere diventato virale sul web (a sua insaputa) ed aver scelto consapevolmente di diventare un tifoso dei Citizens, si prepara ad essere il protagonista di altre decine di migliaia di meme.