769 CONDIVISIONI
4 Maggio 2021
11:15

Chi si informa sui social è più portato a credere alle tesi cospirazioniste

Parte della responsabilità nel fenomeno è anche delle testate conservatrici – da Fox News a Breitbart – ma i social non vanno assolti. Stando ai ricercatori su queste piattaforme le teorie cospirazioniste circolano in modo incontrollato, nonostante i gestori di siti e app tentano di limitarne la diffusione.
A cura di Lorenzo Longhitano
769 CONDIVISIONI

Scegliere a quali fonti di informazione affidarsi ha un impatto significativo sulla tipologia di notizie che si ricevono: non è una novità ed è anzi tra i motivi che spingono ciascuno a preferire alcune testate giornalistiche rispetto ad altre. A prescindere da questo aspetto però, sembra che prediligere i social network per informarsi porti con sé un rischio concreto di cadere nel tranello di fake news e tesi cospirazioniste. Non si tratta solamente di teorie: a questa conclusione sono arrivati i ricercatori dell'Annenberg Public Policy Center in uno studio pubblicato di recente.

La ricerca negli Stati Uniti

Lo studio si chiama Patterns of Media Use, Strength of Belief in COVID-19 Conspiracy Theories, and the Prevention of COVID-19 From March to July 2020 in the United States: Survey Study ed è stato pubblicato nei giorni scorsi sul Journal of Medical Internet Research: è stato condotto attraverso sondaggi somministrati a 840 partecipanti negli Stati Uniti tra marzo e luglio dell'anno scorso, ovvero quando la pandemia ha iniziato a colpire duramente tutto il mondo.

La correlazione

Ai soggetti è stato chiesto in due ondate di sondaggi da quali canali preferissero informarsi, ma anche quali fossero le loro posizioni su argomenti tipici delle teorie cospirazioniste – dall'inesistenza di Covid-19 alla sua origine come arma. La fruizione di notizie sui social è stata associata a una maggiore probabilità di credere a teorie cospirazioniste al termine dello studio. Di contro, chi ha raccontato di informarsi prevalentemente attraverso mezzi di informazione tradizionali è risultato maggiormente schermato da questa eventualità.

Teorie pericolose

La scoperta non è eclatante, ma ora è supportata da alcuni numeri che raccontano quanto possa essere pericoloso il fenomeno: la percentuale di partecipanti convinta che il virus sia stato creato per aumentare le vendite di farmaci e vaccini è aumentata dal 15 al 17 percento; molti hanno iniziato a credere che la CDC statunitense abbia dipinto un quadro esagerato della pandemia per danneggiare Trump; quelli convinti che il virus sia un'arma creata dal governo cinese sono passati dal 28 al 38 percento. Non solo: credere a queste teorie è stato associato a una minore intenzione di indossare mascherine per proteggersi e di vaccinarsi una volta trovato un rimedio.

Il ruolo dei social

Stando ai ricercatori, parte della responsabilità nel fenomeno l'hanno avuta i mezzi di informazione conservatori – da Fox News a Breitbart – ma i social non vanno assolti. Stando ai ricercatori su queste piattaforme le teorie cospirazioniste circolano in modo incontrollato: i gestori di siti e app tentano di limitarne la diffusione, ma la loro natura virale fa in modo che una volta bloccata una fonte di contenuti, questi riemergano per passaparola o attraverso altre pagine o gruppi o profili su Facebook, Twitter e altre realtà del settore.

769 CONDIVISIONI
Twitter ha rimosso 70mila account di cospirazionisti di QAnon
Twitter ha rimosso 70mila account di cospirazionisti di QAnon
Come ho portato mio nonno sui social
Come ho portato mio nonno sui social
556.630 di Open Fiber
Scacco matto ai cospirazionisti del 5G: un'analisi fatta su decine di studi dice che è sicuro
Scacco matto ai cospirazionisti del 5G: un'analisi fatta su decine di studi dice che è sicuro
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni