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Cambridge Analytica chiuderà. In seguito allo scandalo che l'ha colpita in merito ai dati raccolti su Facebook, l'azienda ha annunciato bancarotta insieme alle affiliate SCL Elections e SCL Group. Cambridge Analytica si è fatta conoscere per aver lavorato sull'analisi dei dati durante la campagna di Donald Trump, ma soprattutto per lo scandalo provocato dall'aver utilizzato i dati di decine di milioni di profili Facebook raccolti dal ricercatore Aleksandr Kogan grazie all'app thisisyourdigitallife. Queste informazioni sarebbero state utilizzate dalla società per targettizzare il messaggio politico dell'allora candidato alla presidenza in maniera estremamente mirata.

Come se non bastasse, in seguito allo scoppio dello scandalo il CEO di Cambridge Analytica, Alexander Nix, si era dimesso dopo che alcuni rapporti lo avevano mostrato mentre discuteva la possibilità di ingannare e ricattare avversari politici attraverso l'utilizzo, tra le altre cose, di prostitute inviate nelle loro case. L'insieme di notizie negative riguardanti l'azienda si sono infine rivelate essere troppo pesanti per poter continuare ad operare. "L'assedio della copertura meditatica ha allontanato tutti i nostri clienti e i fornitori" ha spiegato Cambridge Analytica nella nota diffusa oggi.

"Nel corso dei mesi passati Cambridge Analytica è stata il bersaglio di numerose accuse infondate e, nonostante l'impegno dell'azienda nel rispondere a queste accuse, è stata denigrata per attività che non sono solo legali, ma anche universalmente accettate come parte della pubblicità online nelle aree politiche e commerciali" si legge nella nota, che spiega come un'indagine interna non abbia individuato attività illecite. Cambridge Analytica, attraverso l'utilizzo dei dati ceduti da Kogan, ha avuto accesso alle informazioni di 87 milioni di utenti in tutto il mondo. In Italia le persone ad aver utilizzato l'app di Kogan sarebbero state 57, per un totale di 214.000 profili italiani coinvolti: al tempo della pubblicazione dell'app, Facebook consentiva infatti di raccogliere i dati non solo di chi utilizzava un particolare servizio ma anche della sua cerchia di amici.