Era l'ultima fabbrica di CD negli Stati Uniti, ma alla fine non ha potuto resistere all'avvento del digitale. Sony ha deciso di chiudere i battenti del suo stabilimento di Terre Haute, lo storico impianto in Indiana che ha quindi rappresentato il primo e l'ultimo della storia americana. 375 dipendenti sono stati licenziati, mentre altri 300 resteranno a produrre Blu-Ray destinati a film e videogiochi per PlayStation e mini disc UHD-100 per le sale di proiezione. I CD musicali, però, non saranno più prodotti dai macchinari americani e dall'azienda giapponese, che appalterà la loro produzione ad aziende terze.

"Il mercato dell’intrattenimento domestico sta declinando da molti anni" ha spiegato il presidente di Sony Digital Audio Disc Corp. America, Dave Rubenstein. "Finora siamo riusciti a tenere il passo soprattutto con una politica molto aggressiva di taglio dei costi e cercando di creare efficienza attraverso tutta la filiera. Adesso però non ha più senso andare oltre". La fabbrica americana è nata nel 1953 grazie alla collaborazione tra Sony e Philips: inizialmente produceva vinili per la Columbia Records e solo successivamente ha iniziato la produzione di CD fino all'acquisizione da parte di Sony nel 1985. In 33 anni l'impianto ha realizzato oltre 11 miliardi di Compact Disc.

Poi, però, nonostante l'utilizzo del CD si sia espanso anche al di fuori dell'ambito musicale, l'avvento del digitale ha cambiato radicalmente le carte in tavola: nonostante i primi MP3 avessero una qualità inferiore rispetto a quella dei CD, la maggior parte del pubblico li preferiva perché più comodi. Potersi portare dietro migliaia di canzoni in un dispositivo piccolo come i lettori MP3 ha portato ad un cambiamento nelle abitudini che, alla fine, ha reso i CD sempre più obsoleti. E ha portato alla chiusura di molti stabilimenti. Ora Sony appalterà la produzione dei CD alla concorrente francese Technicolor e alla tedesca Bertelsmann.