Coronavirus
24 Giugno 2021
10:48

Come funzionano e cosa c’è scritto nei QR Code del green pass Covid-19

Queste figure geometriche composte da piccoli quadrati si possono far leggere a qualunque smartphone dotato di fotocamera e per questo sono ormai diventate onnipresenti in diversi ambiti, come ad esempio guidare i clienti di un ristorante verso un menu online. Ecco cosa contengono di preciso nel caso del green pass.
A cura di Lorenzo Longhitano
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In questi giorni il governo ha iniziato a rilasciare i green pass, i certificati verdi Covid-19 che permettono ai proprietari di identificarsi come vaccinati, guariti o negativi a un tampone recente. A partire dal primo luglio questi documenti permetteranno di viaggiare e recarsi in luoghi ad affluenza controllata — il tutto utilizzando informazioni contenute all'interno di un QR Code. Queste figure geometriche composte da piccoli quadrati si possono far leggere a qualunque smartphone dotato di fotocamera e per questo sono ormai diventate onnipresenti in diversi ambiti, come ad esempio guidare i clienti di un ristorante verso un menu online. Ecco cosa contengono di preciso nel caso del green pass.

Come funziona un QR Code

Per comprendere quali informazioni contenga il QR Code del certificato verde occorre innanzitutto sapere che i quadrati che compongono queste griglie si possono tradurre in numeri e lettere secondo codici di riconoscimento specifici. In particolare, la dimensione dei QR Code scelta per i green pass consente di stoccare all'interno un numero massimo di 4296 caratteri: ogni dispositivo o smartphone dotato di una fotocamera e di un software per la lettura di codici può leggere queste combinazioni di numeri e lettere al volo, senza bisogno di una connessione a Internet.

L'app che traduce i QR Code dei green pass

Nenche queste lunghe stringhe di lettere e numeri sono però di interpretazione immediata. Per fare in modo che le informazioni stoccate in questo modo nei QR Code siano immediatamente consultabili, il governo ha approntato un'app specifica che legge esclusivamente i codici legati ai green pass. Si chiama VerificaC19 e può essere scaricata liberamente in modo che chiunque lo desideri possa adottarla come sistema di verifica degli ingressi in determinate aree da considerare Covid-free. Se inquadrando un QR Code con un'app qualunque si ottiene una sequenza di lettere e numeri difficilmente comprensibile, inquadrando un certificato verde con l'app può risalire autonomamente tutte le informazioni contenute.

Le informazioni nascoste

In particolare la prima serie di dati è in comune a tutte le tipologie di green pass rilasciate, e include informazioni anagrafiche e di servizio: cognome e nome dell'intestatario, data di nascita, malattia di riferimento, dettagli dell'ente certificatore e codice della certificazione. La seconda serie di dati cambia a seconda del fatto che il certificato provenga da un vaccino, da un'avvenuta guarigione o da un test antigenico. Nel primo caso, il QR Code immagazzina tipologia, nome e produttore del vaccino, numero di dosi effettuate sul totale previsto, data dell'ultima dose ricevuta e Paese in cui è avvenuta la somministrazione. Nel caso di avvenuta guarigione le informazioni stoccate sono data del primo test risultato positivo, Paese dove è avvenuto il test e date di inizio e fine validità del green pass. In caso di tampone negativo nel codice QR risiedono tipo, nome e produttore del test effettuato, data e ora del prelievo, risultato, centro di analisi che ha effettuato il controllo e Paese dove il test è avvenuto.

VerificaC19 legge tutte queste informazioni e le lega alla firma digitale del certificato, ultimo elemento contenuto nel QR Code che conferisce validità al certificato. Per velocizzare le operazioni di controllo l'app fa tutto in automatico: se le informazioni sono valide, l'app si illumina di verde; se uno o più elementi risultano scaduti o non validi, il dispositivo si illumina di rosso. Anche se questo procedimento avviene in autonomia, il QR Code resta comunque un elemento prezioso che contiene dati personali: per questo non è una buona idea pubblicarlo online.

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