Incastrato per un'etichetta antitaccheggio, una di quelle che tutti abbiamo visto sui capi d'abbigliamento all'interno dei negozi di tutta Italia. È successo a Marco Carta, il famoso cantante ex partecipante di Amici e vincitore del Festival di Sanremo del 2009: nella serata di ieri è stato arrestato dopo essere stato individuato mentre tentava di rubare dalla Rinascente di Milano sei magliette per un valore totale di 1.200 euro. Ad incastrarlo sono state proprio le etichette flessibili per l'antitaccheggio, cioè quelle semi-nascoste che accompagnano – o sostituiscono – i sistemi più ingombranti a rilascio di inchiostro. Ma come funzionano questi piccoli dispositivi che fanno suonare l'allarme all'ingresso?

Innanzitutto bisogna specificare che le tipologie di antitaccheggio variano molto a seconda del negozio. L'obiettivo, però, è lo stesso: se non vengono disattivati, al passaggio tra le barriere all'ingresso fanno scattare l'allarme. Per questo una delle tecnologie più utilizzate è quella a radiofrequenza, accompagnata da quelle acustico-magnetica ed elettromagnetica. Il funzionamento di tutti e tre i sistemi, però, è esattamente lo stesso. A queste tre opzioni si è aggiunta negli ultimi anni la tecnologia RFID, che consente al negozio di avere un quadro ancora più chiaro della merce.

Sistema antitaccheggio a radiofrequenza: come funziona

È il più diffuso e quello caratterizzato dal funzionamento più semplice. Si tratta di etichette adesive da posizionare sui vestiti che, se non vengono disattivate in cassa, sono individuate dalle barriere antitaccheggio posizionate all'ingresso grazie al segnale radio che sono in grado di emettere. Questa è la soluzione più economica, elemento che, unito alla sua affidabilità, l'ha resa la più diffusa al mondo.

Sistema antitaccheggio magneto-acustico: come funziona

In questo caso a segnalare la presenza dell'antitaccheggio non è un segnale radio ma un segnale acustico prodotto da alcune micro-vibrazioni di due lamelle metalliche mosse da un campo magnetico creato dalle barriere all'ingresso. Anche in questo caso si parla di etichette adesive che è possibile inserire all'interno dei capi d'abbigliamento. Con questa tecnologia il segnale, provenendo direttamente dall'oggetto rubato, aiuta anche ad identificare immediatamente la merce rubata.

Sistema antitaccheggio elettromagnetico: come funziona

L'ultimo dei sistemi più diffusi per l'antitaccheggio è quello elettromagnetico. Questa variante si basa sull'utilizzo di una placca dotata di materiale magnetico, come il semplice ferro, che può essere individuata dalle barriere all'ingresso. Il funzionamento è simile a quello del sistema a radiofrequenza, ma con una notevole differenza: la variante elettromagnetica è riutilizzabile anche dopo essere stata smagnetizzata, mentre quella a radiofrequenza no. Questo terzo sistema è però quello attualmente meno utilizzato, perché richiede delle targhette più grandi rispetto alla più diffusa variante a radiofrequenza, che può essere realizzata anche sotto forma di adesivo.

Sistema antitaccheggio RFID: la tecnologia del futuro

L'utilizzo della tecnologia RFID (Radio Frequency Identification) ha ormai colpito anche i negozi proprio in virtù dell'unione del sistema di antitaccheggio a quello della gestione del magazzino. In questo caso, infatti, il tag che è possibile applicare ad un abito attraverso un semplice adesivo funziona sì in maniera simile al sistema atitaccheggio a radiofrequenza, ma consente anche di immagazzinare alcuni dati relativi alla merce, salvandone per esempio la tipologia di oggetto. Può essere di due tipi, attiva o passiva, a seconda della presenza o meno di una batteria interna. Nel caso della variante passiva, la soluzione può essere così piccola e discreta da risultare praticamente invisibile. I costi, però, sono più alti: se un normale antitaccheggio può costare 20 centesimi per tag, un RFID parte da almeno 100 centesimi.