8 Giugno 2021
13:37

Come funzionava Anom, l’app dell’FBI scambiata per una chat segreta dai criminali di mezzo mondo

Un’app per le comunicazioni molto diffusa in ambito criminale era stata sviluppata proprio dall’FBI, che ha lasciato che si propagasse proprio allo scopo di intercettare quanto veniva scambiato al suo interno. Veniva installata su telefoni che venivano poi privati di altri mezzi per contattare l’esterno, e per questo ritenuta sicura.
A cura di Lorenzo Longhitano

Centinaia di arresti, decine di tonnellate di sostanze stupefacenti sequestrate: va ancora quantificato l'impatto complessivo e preciso di Ironside, la colossale operazione di polizia portata avanti dall'FBI in collaborazione con le forze dell'ordine di 16 Paesi in tutto il mondo e incentrata su un'app per smartphone. L'iniziativa è stata definita dagli investigatori come una delle più complesse mai portate a termine, e con buona ragione: le intercettazioni che hanno portato agli arresti sono state ottenute da Anom, un'app per le comunicazioni molto diffusa in ambito criminale ma sviluppata proprio dall'FBI.

Il caso Encrochat

In realtà non è la prima volta che le forze dell'ordine sgominano gruppi criminali che fanno troppo affidamento sui servizi di comunicazioni crittografate ritenuti fin troppo sicuri; uno dei precedenti più noti è quello di Encrochat, un network di messaggistica infiltrato nel 2020 con metodi di hacking più convenzionali. La piattaforma si basava sulla sinergia tra un'app per le comunicazioni crittografate e l'impiego a bordo di telefoni modificati per potersi scambiare informazioni solamente su quella rete; in quel caso però le forze dell'ordine – un nucleo composto da investigatori di Francia e Olanda – si sono infiltrate in un prodotto già esistente e particolarmente noto, mentre con Anom hanno gestito l'intera operazione fin quasi da zero.

Come funzionava Anom

Anom si può infatti definire un vero e proprio cavallo di Troia: l'FBI ne ha assunto il controllo nel 2018, quando ancora era sostanzialmente sconosciuta, e ne ha curato lo sviluppo e la crescita esattamente come farebbe un'azienda. Questo ha dato modo agli investigatori di ottenere due obbiettivi: plasmare Anom esattamente come desideravano e diffonderla in modo organico nel mondo della criminalità, dove si è propagata tramite passaparola. Da una parte infatti il software era particolarmente ambito perché prometteva comunicazioni segrete con gli altri membri della stessa rete in modo simile a quanto faceva Encrochat – ovvero basandosi su smartphone che non potevano utilizzare altri software né effettuare chiamate normali. D'altro canto, la rete di comunicazione adottata da Anom era pensata appositamente per infrangere la promessa di anonimato e segretezza dell'app, e forniva agli agenti delle forze dell'ordine la possibilità di ottenere copie perfettamente leggibili di tutto il materiale scambiato sui suoi snodi.

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