Telegram e Signal sono decisamente due delle app del momento: in questi giorni milioni di utenti le stanno scaricando con l'intento di sostituirle a WhatsApp, che nei giorni scorsi ha anticipato un cambiamento nel modo in cui tratterà alcuni dati generati dai suoi utenti. Le modifiche annunciate in realtà non riguardano tutti gli aspetti di WhatsApp, ma hanno puntato i riflettori su un aspetto finora poco preso in considerazione della piattaforma: Facebook la sfrutterà per guadagnare denaro grazie ai dati degli iscritti – conservandoli, elaborandoli e utilizzandoli come materia prima preziosa per mettere aziende paganti in contatto con potenziali clienti. Di contro, Telegram e Signal dichiarano di non essere interessate ai dati degli utenti e si basano su modelli di business differenti.

Come guadagna Telegram

La piattaforma di messaggistica di Pavel Durov al momento si mantiene grazie agli investimenti privati del suo fondatore, che dopo aver creato il Facebook russo Vkontakte dispone di liquidità in abbondanza. Ora che l'app ha raggiunto la cifra di 500 milioni di utenti attivi però si rivolgerà presto a fonti di introito esterne, delle quali lo stesso Durov ha parlato per il momento in via ipotetica. Una delle possibilità sono annunci pubblicitari all'interno dei Canali – le stanze nelle quali un solo autore diffonde messaggi e aggiornamenti al pubblico che deside parteciparvi; un'altra alternativa sono pacchetti di sticker a pagamento dei quali gli autori percepiranno comunque una percentuale degli incassi maggioritaria. Il punto centrale resterà comunque il rispetto della privacy: eventuali annunci mostrati non saranno infatti tarati utilizzando i dati degli utenti.

Come guadagna Signal

Per Signal il discorso è diverso: l'app si mantiene grazie all'afflusso di denaro che proviene dalla Signal Foundation, una organizzazione non profit co-fondata dal fondatore di WhatsApp, Brian Acton. Lo scopo della fondazione è proprio quello di sostenere, potenzire e ampliare la missione di Signal, ovvero quella di rendere le comunicazioni private accessibili a chiunque e disponibili ovunque. Basandosi su donazioni esterne, Signal non ha un modello di business vero e proprio: non richiede pagamento di canoni mensili né raccoglie alcun tipo di dato dagli utenti.